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Frode sportiva, scommesse illegali e riciclaggio: i dettagli dell’inchiesta che ha scosso il Benevento. Gli indagati sono sei

Secondo la Procura le somme versate erano destinate "a scommesse sportive anche su piattaforme non autorizzate", ma soprattutto "afferenti a partite della squadra (il Benevento, ndr) dove giocavano i soggetti"

L’incubo scommesse torna a colpire il calcio e il Benevento. La Procura del capoluogo sannita non si sta muovendo solo per giocate fatte su piattaforme illegali, ma ci sono anche altre accuse pesanti come la frode sportiva e il riciclaggio. Questo secondo quanto riferisce l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport.

Secondo l’articolo a firma di Nicola Binda, gli indagati sono sei, quattro dei quali calciatori: Christian Pastina del Benevento, Gaetano Letizia della Feralpisalò, Massimo Coda della Cremonese e Francesco Forte del Cosenza. Gli altri due indagati invece non sono legati al mondo del calcio: sono il ventenne Pasquale Pio Covino e il trentenne Davide Dell’Annunziata.

I sei indagati hanno ricevuto un decreto di perquisizione con contestuale sequestro. Gli altri reati penali contestati sono le scommesse su siti illegali e il riciclaggio. Le indagini sono partite a luglio e nel decreto è spiegata l’indagine su un gruppo di soggetti “che operano attività di gioco e scommesse, dirette o indirette, con consistente passaggio di denaro tra di loro” specificando che i due non calciatori hanno svolto da “punto di raccordo (quarto reato loro contestato, ndr) dell’operare dei soggetti inseriti professionalmente in compagini calcistiche”.

Sempre secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, nel decreto si legge che “le somme sarebbero state versate in particolare da Letizia, da destinare a scommesse sportive anche su piattaforme non autorizzate”, ma soprattutto “afferenti a partite della squadra (il Benevento, ndr) dove giocavano i soggetti con i quali vi sono stati rilevanti scambi di denaro non compatibili con causali lecite o di altro tipo”.

L’accusa di riciclaggio invece arriva perché sono emerse “condotte volte a dissimulare l’effettiva titolarità dei conti correnti, conti gioco e carte prepagate” con un passaggio di denaro e valori che fa pensare a quel reato, viste le prove acquisite.

Le società hanno subito chiesto lumi ai loro tesserati. Coda e Forte avrebbero fatto bonifici (tracciati) ai compagni non al fine di scommettere, ma con altre motivazioni che sono pronti a chiarire. Letizia ha assicurato di non aver scommesso sul calcio o su siti illegali, Pastina ha spiegato che il conto con il quale avrebbe operato era nella disponibilità di Letizia. Il Benevento si è affidato all’avvocato Chiacchio e ha informato la Procura Figc dopo le notizie lette sui media. Nel mirino degli inquirenti ci sarebbero partite della scorsa stagione, quando il club è retrocesso in C: in quella squadra c’erano Letizia e Pastina, mentre Forte è partito a gennaio e Coda era al Genoa.

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