La continuità tecnica in un campionato dove l’instabilità la fa da padrone. E’ la scelta in controtendenza fatta dal Benevento che ha deciso di dare piena fiducia a Floro Flores, pur trovandosi in un contesto in cui regna la frenesia e la pazienza non viene premiata.
I numeri mettono in evidenza una tendenza poco tranquillizzante per il calcio cadetto. Il torneo di Serie B, infatti, è tra i primi al mondo per percentuale di squadre che hanno esonerato i propri allenatori nel corso della stagione da poco conclusa. Più della metà delle formazioni ha cambiato tecnico nella stagione da poco andata in archivio.
Ma l’instabilità non si misura soltanto col numero degli esoneri. In Serie B la permanenza media di un allenatore dura appena 7,6 mesi e soltanto il 5% dei tecnici riesce a restare in carica per più di due anni. Un dato che fotografa perfettamente una categoria in cui la pressione del risultato immediato spesso prevale sulla progettualità. Lo scorso campionato ha offerto diversi esempi di questa tendenza.
Ci sono stati allenatori passati da una panchina all’altra nel giro di pochi mesi, come Vincenzo Vivarini, prima al Pescara e poi al Bari, o Fabio Caserta, passato dal Bari all’Empoli. Ancora più singolare il caso di Luca D’Angelo, esonerato dallo Spezia e successivamente richiamato dalla stessa società. Situazioni che raccontano un sistema in cui il cambio di allenatore è diventato quasi una prassi consolidata.
Eppure, proprio le ultime stagioni hanno dimostrato come la pazienza possa trasformarsi in una virtù vincente. Il Catanzaro, arrivato a un gol dalla Serie A, non ha mai vinto nelle prime 8 giornate. Sarebbe stato facile, in quel momento, dare il benservito ad Aquilani, invece la società gli ha ribadito fiducia ed è stata ripagata. Alla fine in Serie A è andato il Monza, dove pure Bianco era stato messo in discussione già nelle prime settimane: il club ha resistito alla tentazione di cambiare ed è arrivata la promozione.
È proprio in questo scenario che assume un valore particolare la decisione del Benevento. Confermare Floro Flores significa non soltanto dare continuità a un progetto tecnico, ma anche lanciare un messaggio chiaro: la crescita di una squadra richiede tempo, lavoro e fiducia. Elementi sempre più rari in una Serie B che continua a divorare allenatori con una frequenza impressionante.
La conferma arriva pure dalla situazione attuale, dove il rebus allenatore condizione molte società. Delle 20 squadre aventi diritto a prender parte al prossimo torneo cadetto, solo 8 hanno già scelto la guida tecnica, mentre 12 sono senza.
Insomma, regna l’incertezza. Ovviamente sarà sempre il campo a emettere il verdetto definitivo, ma in un campionato dove l’instabilità sembra essere la regola, partire con una guida tecnica solida e sostenuta dalla società rappresenta già un vantaggio. Basti pensare che le prime sei posizioni di classifica nello scorso campionato sono state occupate da sei squadre che non hanno cambiato allenatore.
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Mah… Un allenatore super neofita (vedi Biancolino ad Avellino) e un direttore sportivo alla prima esperienza… Spero che la società non si stiacmontando la testa.
Biancolino ad Avellino era ed è un non allenatore ( lo dicevano anche i tifosi irpini che il suo vice era l’allenatore). Floro Flores ha dimostrato attitudini panchinare a me sorprendenti , e’giovane e secondo me uno che fa gruppo. Poi un’altra cosa: smettetela di criticare prima di vedere e soprattutto ABBONATEVI ! Esempio : guardale là vicino Avellino .