Tempi di bilanci per la Serie B. Con il ritorno della finale play off tra Monza e Catanzaro – conclusa con la promozione dei brianzoli – è calato ufficialmente il sipario sulla stagione cadetta.
Un’annata definita straordinaria da Paolo Bedin, numero uno della Lega: “È stato un campionato che ha confermato la sua storia: appassionante, combattuto, equilibrato fino all’ultimo. Erano 50 anni, dal 1976, che non si arrivava alla penultima giornata senza alcun verdetto emesso: nessuna promossa in A o retrocessa in C“. le sue dichiarazioni a Radio Anch’io Sport, in onda su Rai Radio 1.
Monza-Catanzaro
“Un campionato che si è concluso con un’appendice straordinaria nei play off, con due finali combattutissime. Complimenti al Monza, nota di merito al Catanzaro, che ha tenuto aperta la finale fino all’ultimo minuto con due prestazioni straordinarie”.
Formula play off
“Ci rifletteremo, come facciamo ogni anno. Penso sia corretto dare un vantaggio a chi in campionato, come nel caso del Monza sul Catanzaro, aveva 15 punti in più della diretta avversaria. Una riflessione potrebbe essere fatta sui punti complessivi rispetto alle squadre che si qualificano per i quarti di finale. Però è una riflessione che faremo in maniera serena, consci che è una formula vincente, che tiene aperto il campionato fino all’ultima giornata e che ci regala le ultime due-tre settimane di stagione di grande spettacolo”.
Elezioni Figc
“Ci sono due candidati di grande esperienza, di grande credibilità. Insieme alle altre componenti, abbiamo espresso un orientamento (per Malagò, ndr). Vediamo cosa succede il 22 giugno. Al di là di chi sarà il presidente, fin dal giorno dopo dovremmo essere in grado tutti assieme di lavorare all’interno del Consiglio federale per trovare risposte, soluzioni ai problemi che dobbiamo affrontare“.
Questioni urgenti
“Ne citerei tre in particolare: valorizzazione dei giovani dal punto di vista tecnico, con meccanismi ancora più premiali che permetta loro di giocare nel massimo campionato; la sostenibilità economico-finanziaria, solo così le società possono liberare risorse per i giovani, settore giovanile, infrastrutture e qualità dei manager; infine una riflessione sui format, sul perimetro professionistico per cercare di dare stabilità a un sistema che necessita di più certezze”.
Format campionati
“Non è un tema di numero di squadre, sarebbe troppo semplicistico, ma di sostenibilità e di filiera. Ognuno deve avere una propria funzione, la B e la C hanno quella della valorizzazione del talento, la A di prodotto di vertice. Dobbiamo definire i ruoli che ogni categoria deve ricoprire all’interno di un sistema piramidale e capire, con le risorse a disposizione, come organizzare i rispettivi format”.
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