Ritrovarsi a giocare per un trofeo è una consuetudine riservata a chi è abituato a vincere. Stefano Scognamillo lo sa bene. Leader del Benevento campione del girone C di Serie C, il difensore giallorosso è stato uno dei simboli della stagione della Strega, guidando la squadra con personalità ed esperienza fino al trionfo finale.
La Supercoppa, però, per lui non sarà una partita qualunque. Sabato al ‘Vigorito’ ritroverà infatti un volto speciale del suo passato: Pietro Cianci. Oggi attaccante dell’Arezzo, il centravanti barese ha condiviso con Scognamillo una delle pagine più belle della recente storia del Catanzaro, culminata nella promozione in Serie B nella stagione 2022/23.
Un percorso vissuto fianco a fianco, tra record, vittorie e immagini diventate simboliche. In quel Catanzaro straordinario guidato da Vivarini, Scognamillo e Cianci furono protagonisti assoluti di una squadra capace di dominare il girone meridionale e riscrivere i primati della categoria, conquistando sia il campionato che la Supercoppa.
Il loro legame è andato oltre il rettangolo verde. Lo raccontano le 76 partite disputate insieme in giallorosso ma soprattutto il rapporto costruito negli anni, immortalato anche da uno scatto pubblicato sui social da Cianci sotto la curva del ‘Ceravolo’, accompagnato da una sola parola: “Fratm”.
Adesso il destino li mette uno di fronte all’altro. Per la prima volta da avversari dopo l’addio al Catanzaro e per la quinta sfida complessiva in carriera, iniziata dieci anni fa tra Andria e Matera e proseguita poi nelle sfide tra Bari e Catanzaro.
Scognamillo, nelle scorse settimane, aveva parlato così dell’amico: “Pietro è un fratello acquisito, non un semplice ex compagno. Sono felicissimo per quello che ha fatto e per il campionato che ha vinto da protagonista. Ci eravamo promessi di incontrarci in Supercoppa e il destino ci ha accontentati”.
Anche per Cianci la stagione appena conclusa resterà indimenticabile. Con 12 reti in 33 presenze, l’attaccante dell’Arezzo è stato uno dei punti di riferimento offensivi della squadra di Bucchi, trascinando gli amaranto con gol pesanti e prestazioni decisive.
Sabato, però, l’amicizia lascerà spazio alla competizione. Gli abbracci non mancheranno, ma soltanto prima del fischio d’inizio e dopo il triplice finale. In mezzo, novanta minuti da vivere da rivali, con un trofeo in palio e inevitabilmente un pizzico di emozione in più.
Foto Catanzaro Calcio
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