Anche a distanza di giorni, tra i tantissimi tifosi del Benevento restano impresse le immagini dell’imponente coreografia che ha accolto la Strega in campo in occasione dell’ultima giornata di campionato, contro l’Audace Cerignola. Un lavoro di mesi che ha coinvolto tantissime persone per i 6′ del “Vigorito” che hanno incantato il Sannio e tutta la sua gente.
Nel racconto de Il Sannio Quotidiano emergono i particolari della coreografia dedicata allo stregone e al grido di ‘Orgoglio Sannita’ di domenica. Dall’idea alla stampa, dal concetto astratto alla realizzazione su metri e metri di pannelli che hanno addobbato il āVigoritoā nella sua serata più bella. Chi ha curato la genesi del capolavoro, che ha dato vita alle prime bozze di disegno per poi seguirne tutta l’evoluzione, ĆØ stato il lighting designer Fabio Melillo. Lo scenografo ha seguito da vicino tutte le fasi di realizzazione dell’opera d’arte sannita, dal disegno ai testi passando per la stampa dei tessuti e il lavoro di registrazione della voce, iconica, dello stregone.
Uno dei punti di riferimento che ha curato il progetto nei minimi dettagli, tra i vari step dei mesi scorsi. āUn’emozione difficile da raccontare ma che porterĆ dentro di me per sempre. Sono orgoglioso di aver contribuito con il mio progetto alla realizzazione della coreografia della Curva Sud del Benevento. Un lavoro costruito passo dopo passo: dall’idea alla visione scenografica, dalla scelta del brano alla scrittura del testo, fino alla messa in scena. Ma soprattutto, un lavoro condiviso. Insieme ai gruppi organizzati della Benevento Ultras abbiamo costruito qualcosa che va oltre l’impatto visivo: un’identitĆ , un messaggio, un segno forte. Vedere questa coreografia prendere vita, sostenuta da migliaia di persone, ĆØ stato qualcosa di unicoā, il messaggio lasciato da Fabio Melillo alla fine di un lungo ed estenuante lavoro durato mesi.
I retroscena: il lavoro di stampa della coreografia
Al lightning designer il compito di descrivere e raccontare la nascita dell’opera d’arte. Ad AL Production Bandiere invece quello di rendere i semplici disegni realtĆ , attraverso la stampa di 1500 metri quadri di tessuto. Nel racconto di Francesco Librera tutta la soddisfazione e l’orgoglio di una missione complicata ma emozionante: āCoreografie di questo tipo in queste categorie, e soprattutto in queste cittĆ , sono un’utopia. Se tutto ciò ĆØ stato possibile ĆØ solo grazie alla curva e a chi ha partecipato: ĆØ stato davvero bellissimo. Come azienda siamo stati sempre molto vicini all’ambiente calcistico, anche se coreografie di questo tipo non ne avevamo mai fatte, non se ne vedono tutti i giorni. Io ho seguito la parte di pannellizzazione, di stampa e coordinamento dei lavori in azienda, tutta la parte progettuale. Partire da un rotolo e arrivare a un risultato del genere richiede un impegno particolareā.
Dall’idea alla stampa in pochissimo tempo, tra ritocchi e particolari da considerare: āL’idea iniziale era strutturalmente diversa, poi sono state fatte diverse modifiche e abbiamo trovato una soluzione con dei cavi, a scorrimento. La societĆ ci ha chieso le certificazioni e ha permesso di fare tutto in sicurezza, noi siamo stati il braccio operativo nel dare magari dei consigli tecnici per il supporto, su come allestire e nella parte della pannellizzazione. Una volta ricevuto il file, poi, ĆØ stato tutto emozionanteā.
Meno di una settimana per trasformare il disegno in realtĆ : āDa lƬ ci siamo dedicati ai particolari, come le correzioni di colore, le prove campione. Ć stata una settimana molto intensa. Il primo giorno di prove, la sera, ĆØ stato davvero emozionante: vedere il risultato completo ĆØ stato stupendo, un’esperienza bellissima. Il lavoro ha coinvolto un po’ tutti in azienda ma ĆØ stato davvero emozionanteā.
I retroscena: una voce iconica per lo stregone
Affidata alla voce iconica di Antonio Esposito la missione di rendere epica la serata del āVigoritoā per accompagnare, tra enfasi e tensione, il racconto della coreografia e gli ‘ordini’ dello stregone. Il tocco finale di un lavoro complesso ma fortemente evocativo: āLa parola ‘onore’ non rende l’idea da parte mia, io ho messo semplicemente un dono di natura per un’opera immane, realizzata da più di 200 persone, dal rendering alla realizzazione. L’ho fatto con emozione e libero da qualsiasi condizionamento, con cuore, anima e corde vocaliā.
Dall’appuntamento in studio ai ritocchi dei particolari per rendere il tutto in linea con il progetto della coreografia, incastrando anche i tempi per far combaciare ogni mossa: āAlle spalle c’ĆØ un lavoro nello studio di registrazione di 4-5 ore. Ho dovuto prima comprendere a pieno anche la struttura, l’organizzazione, il tempo necessario per comporre la coreografia, dove mettere enfasi e dove invece accompagnare il racconto. Poi, una volta terminato, c’ĆØ stato il riascolto, il confronto e il far combaciare il tutto alla perfezione con i tempi della coreografiaā.
Emozioni intense custodite in pochi minuti, in cui il peso delle parole regala ai tifosi anche un viaggio tra i ricordi: āIl racconto doveva richiamare non solo l’emozione del momento ma anche un evento, o un momento, vissuto con quella stessa voce in sottofondo. Ho cercato di essere più tecnico ma di essere vero, autentico: la voce doveva arrivare al cuore di ognuno in quel momento e colpire il bambino ma anche l’ottantenne che segue il Benevento da una vita. Il passaggio ‘Per chi non c’ĆØ più’ ĆØ stato davvero emozionante. Una giornata da brividi: un’emozione unica, ĆØ stato un grandissimo onoreā.
Una serata che resterĆ per sempre tra i ricordi della Strega, dei suoi tifosi e del Sannio: un appuntamento con le radici, la storia e l’orgoglio di questa terra, nella notte delle streghe in cui celebrare la rinascita e il trionfo.
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