Andatura sostenuta e massima precisione. Il Benevento tiene un ritmo infernale e non sbaglia un colpo, sfiancando i diretti inseguitori che arrancano mostrando una smorfia di pura sofferenza. La corsa al vertice del girone C ha ormai assunto i connotati di una gara di biathlon che la Strega sta conducendo in maniera perfetta sia nell’incedere del cammino che nella precisione al bersaglio. La settimana tanto temuta dai tifosi giallorossi si è chiusa con un 3 su 3 che ha prodotto un altro allungo sul Catania e un ragguardevole avvicinamento al rettilineo conclusivo. Lo striscione del traguardo è sempre più vicino, più grande, se ne iniziano a scorgere i particolari. Basterà tenere la testa alta per poterlo superare prima di tutti.
Col Sorrento, dicevamo, è arrivata la terza vittoria in sette giorni, l’ennesimo trionfo figlio della concretezza e di un’identità ormai chiara. L’assenza dell’inamovibile Lamesta, annunciata alla vigilia, avrebbe potuto scompaginare il piano partita di qualsiasi allenatore, ma il Benevento ha dimostrato ancora una volta di avere risorse illimitate. Floro Flores ha inizialmente disegnato la squadra sul 4-4-2, ha chiuso il primo tempo sul doppio vantaggio e poi ha gestito il tutto passando al 3-5-2 irrobustendo il centrocampo. I rischi, soprattutto sullo 0-0, non sono mancati, ma il redivivo Salvemini ha messo le cose a posto firmando una doppietta che gli mancava dal 24 settembre, giorno del 2-2 sul campo del Picerno. Un rigore trasformato col brivido e un’incornata di puro istinto hanno permesso ai giallorossi di aggiudicarsi un altro derby campano e a lui di raggiungere quota 11 centri in campionato. Il Benevento ora ha ben tre giocatori in doppia cifra (Salvemini, Manconi e Tumminello), uno vicinissimo a quota 10 (Lamesta, 9) e un altro non così distante dall’obiettivo personale (Mignani, 8). Basterebbero queste cifre a certificare la dirompenza di un reparto offensivo capace di segnare 67 reti in 31 partite, ma si commetterebbe un torto nei confronti di chi lavora abilmente alle spalle dei bomber.
La sfida del Viviani ha messo un altro timbro sulla stagione di un autorevole Prisco, che sta mostrando qualità e senso della posizione gara dopo gara. Un sontuoso Maita ha spadroneggiato anche contro i rossoneri, alzando e abbassando i ritmi del gioco a suo piacimento. Scognamillo e Pierozzi ci hanno messo nuovamente lo zampino; il primo procurando il rigore del vantaggio, il secondo fornendo l’assist per il 2-0 che ha di fatto chiuso la partita. Anche Vannucchi si è preso una piccola rivincita dopo l’uscita a vuoto con il Catania, abbassando la saracinesca sui tentativi di D’Ursi e Sabbatani. Citarli tutti, come spesso avvenuto in questa stagione, vorrebbe dire stilare un elenco infinito. Il riassunto è nella parola identità. I subentrati sanno esattamente cosa fare, come agire e che distanze tenere. E’ un capolavoro che si arricchisce di volta in volta di nuove gemme come quella raccolta in trasferta con il Sorrento e regalata ai rumorosi e calorosi tifosi giallorossi presenti a Potenza. Domenica al Vigorito contro il Foggia un’altra grande occasione per ridurre le distanze dal sogno.
Francesco Carluccio
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