Sono stati riconosciuti ai club di Serie C i fondi stanziati dalla Figc (quattro milioni di euro), che vanno a completare la seconda parte programmatica della ‘Riforma Zola’. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, le risorse sono state distribuite alle società che hanno compilato un apposito questionario – soggetto a verifica da parte degli uffici della Lega – in base a un punteggio attribuito per tre macro-aree: gli investimenti in infrastrutture e logistica, quelli nelle figure professionali (non sovrapponibili con la prima squadra) inserite nell’organigramma tecnico-amministrativo e medico-sanitario, oltre al numero delle squadre (premiata ovviamente la partecipazione ai campionati giovanili non obbligatori, dall’Under 16 in giù).
Discorso questo che va ad aggiungersi alla già avviata incentivazione dell’utilizzo in campo di giocatori cresciuti nel vivaio, primo caposaldo programmatico della riforma. Il contributo per il minutaggio dei giocatori fatti in casa è stato raddoppiato rispetto alla passata stagione, quando già aveva avuto un’accelerazione. Di conseguenza, nel campionato in corso, le squadre che hanno impiegato calciatori del vivaio sono aumentate di circa il 10%, passando da 34 a 37 sulle 57 totali (sono escluse le squadre B di Atalanta, Inter e Juventus). La riforma tende progressivamente al traguardo del 2028-29, quando ogni società dovrà avere in prima squadra almeno 8 giocatori formati nel proprio settore giovanile.
“Sono soddisfatto del riconoscimento che i nostri club stanno ricevendo per il loro impegno sui giovani calciatori -, dice il vicepresidente vicario Gianfranco Zola, autore della riforma che porta il suo nome – grazie alla Figc, la quale si è già impegnata a garantire le ulteriori due tranche per il 2025-26. È bello vedere che la Riforma è realtà, come il simbolo di una C che vuole tornare a essere il laboratorio del calcio italiano”.
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