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Le pagelle del Benevento: Pinato spreca tutto, zero scosse dalla panchina

I giudizi sulla prestazione dei giallorossi dopo il ko contro la capolista: regge la difesa, Agazzi annaspa in regia

Cade il Benevento nel big match contro la Juve Stabia capolista. Basta un gol di Bellich per consegnare i tre punti alla squadra di Pagliuca, in vantaggio nel primo tempo su calcio piazzato e poi difesa da un super Thiam, poderoso al “Menti”. Non agguanta il pareggio la Strega di Andreoletti che nel finale prova il tutto per tutto, mancando però l’appuntamento col gol.

Regge l’urto la difesa giallorossa che crolla solo sul calcio di punizione del primo tempo, tenendo testa al reparto avanzato della capolista. Ferrante non trova il pari, murato da un super Thiam. A tempo scaduto l’occasione sprecata da Pinato che da due passi non trova la porta.

Queste nel dettaglio le pagelle del Benevento:

PALEARI 6 – La Juve Stabia lascia il segno su calcio piazzato, paralizzando la sua difesa. Lui sale in cattedra con una gran parata su Andreoni prima di disinnescare ancora Bellich e Buglio, pericoloso. Trema sulla traversa centrata da Candellone, congelando il pallone sulla linea: nel testa a testa tra i pali, però, a vincere è Thiam.

EL KAOUAKIBI 5,5 – L’impressione di concedere sempre il corridoio di troppo all’avversario, perdendo di vista i dettagli in grado di fare la differenza. Pietrificato come i suoi compagni sulla punizione del ko, rischia sull’incornata di Buglio, dimenticato in area (76’ CIANO 5: Mai incisivo sui palloni bollenti per sfruttare le sue qualità. Ingresso da dimenticare).

CAPELLINI 6 – A testa alta contro la miglior squadra del campionato, riducendo al minimo le debolezze patite sia nell’uno contro uno che nell’attacco alla profondità. Pulito nell’anticipo, preciso nella scelta dei tempi. Il colpo di Candellone l’unica incertezza del suo pomeriggio.

BERRA 6 – Torna in scena nella retroguardia della Strega collezionando segnali incoraggianti e che lasciano ben sperare. La Juve Stabia da lì non lascia mai il segno, merito delle sue qualità. Resta in piedi nell’uno contro uno, senza mai perdere di vista l’obiettivo.

IMPROTA 5,5 – Da una parte il merito di riuscire a creare le occasioni più importanti. Dall’altra, però, la mancanza di freddezza nel momento decisivo: sui suoi piedi i palloni migliori, disinnescati da Thiam tra gli applausi. Spende tanto in fascia, spegnendo la luce in zona gol.

KARIC 6 – Prezioso nell’equilibrio del Benevento, pesca dal cilindro un gran destro cancellato in angolo dal ‘solito’ Thiam, eroe della serata. Utile tra recuperi e ripartenze, tiene alte attenzione e tensioni chiudendo da mediano nel forcing finale.

AGAZZI 5 – La Juve Stabia gira al doppio del ritmo e per lui riuscire a leggere traiettorie e movimenti diventa una missione complicatissima. La mancanza più grande nel pomeriggio della Strega che appare spaesata, senza una guida in grado di illuminarne la strada (68’ MAROTTA 5,5: Solita dose di energia e nervi condensata in campo. Una bella apertura per Improta ma zero graffi in una delle sue partite).

TALIA 5,5 – Nel primo tempo si vede soprattutto nei palloni recuperati e nel dettare il passaggio sulla trequarti, spaziando alla ricerca di opportunità. C’è anche lui sul luogo del delitto nell’1-0 di Bellich, tagliato fuori dal pallone che vale il ko. Fuori nella ripresa (54’ PINATO 5,5: Un buon piglio e una chiusura provvidenziale su Romeo lanciato a rete. Poi l’occasione sprecata a tempo scaduto che vanifica ogni segnale positivo).

BENEDETTI 5,5 – Manca la sintonia di reparto e con i compagni nel disegnare il miglior fraseggio possibile. Non sfrutta mai il cross, perdendosi nel duello con l’avversario che sa come leggerne movimenti e spunti resi inoffensivi (76’ MASCIANGELO 5,5: Gestione complicata la sua nel finale in zona offensiva, senza contribuire al cambio di scenario giallorosso).

FERRANTE 5 – Sgomita, combatte e ringhia su ogni pallone lontano dall’area di rigore per renderlo giocabile. Ma l’unico colpo arriva dalla punizione respinta da Thiam, nel primo tempo. Decisamente troppo poco per sperare di lasciare il segno, toccando tanti palloni ma spesso lontano dall’area.

BOLSIUS 5 – Altra giornataccia la sua che conferma le difficoltà nel leggere le gare dal 1′, ancora ordinate a livello tattico. Una conclusione da fuori respinta e un coast to coast chiuso sulla trequarti: questi gli unici segnali in 95′ di sofferenza.

ALL. ANDREOLETTI 5 – Non è stato un approccio facile alla partita quello dei suoi, per ovvi motivi. Riabbraccia Berra e punta su Bolsius, confermando la solita Strega che nel primo tempo si innesca solo in pochi secondi. Il tutto per tutto nel secondo tempo non produce scosse, né porta a casa segnali incoraggianti dai quali ripartire con entusiasmo: contro l’Avellino altro esame da grande, da non fallire.

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