Floro Flores ha sgombrato il campo da una delle spiegazioni più immediate, ma forse anche più semplicistiche, per leggere questo avvio di campionato del Benevento: la condizione fisica. Il tecnico non considera la tenuta atletica la chiave per spiegare le difficoltà mostrate dalla squadra nelle prime tre giornate.
C’è però un dato che impone una riflessione e che, più che alla capacità di correre, sembra rimandare alla gestione delle energie e soprattutto alla lucidità con cui i giallorossi affrontano la parte finale delle partite.
Gol subiti sempre dopo il 60′
I numeri parlano chiaro: tutti e quattro i gol subiti dal Benevento in campionato sono arrivati dopo il 60′. Si tratta di un elemento che merita di essere analizzato. Contro il Modena, il pareggio e il gol del sorpasso sono arrivati al 65′ e al 76′. Con il Sudtirol, Merkaj ha trovato la rete al 69′. Ad Ascoli, infine, l’episodio decisivo è maturato ancora più avanti, all’84’, con il rigore provocato da Kouan e poi trasformato da Brunori.
Una collocazione temporale che si ripete, insieme a cui torna anche un altro elemento sul quale Floro Flores ha insistito più volte: l’errore individuale, l’ingenuità, la mancata lettura della situazione.
È probabilmente questo il punto sul quale concentrare l’attenzione. Perché la fatica non coincide necessariamente con una squadra che smette di correre. La sensazione è che il Benevento possa avere un problema non tanto di energia disponibile, quanto di energia utilizzata. La squadra di Floro Flores è costruita per giocare a una determinata intensità: pressione, riaggressione, movimenti senza palla, coperture preventive, disponibilità al sacrificio. Un sistema che funziona quando tutti riescono a mantenere concentrazione e distanze, ma che può diventare particolarmente dispendioso quando viene sostenuto per lunghi tratti senza la possibilità di abbassare i giri del motore.
Un dato che chiama in gioco anche la profondità della rosa. Il Benevento non è ancora riuscito a portare tutti i suoi giocatori allo stesso livello di condizione e disponibilità. Simonetti, Romano e Verdi non sono utilizzabili, mentre Tumminello e Okereke devono ancora ritrovare la piena condizione. Altri, infine, hanno bisogno di tempo per crescere, togliendo al tecnico possibili soluzioni da adottare anche a gara in corso.
E’ anche per questo che la Strega non è riuscita a mantenere la stessa efficacia durante tutto l’arco dei 90 minuti. Il Benevento, infatti, sembra spendere molto per mantenere il proprio modo di stare in campo e, quando la partita entra nella fase decisiva, rischia di pagare non necessariamente un deficit atletico, ma un calo di lucidità. È una differenza tutt’altro che marginale.
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Si è visto il calo nel secondo tempo, fa troppo caldo per il calcio brillante che propone Floro
Con 2 solo centrocampisti per di più scarsi per la categoria e normale quando il centrocampo non fa filtro