Benevento, il centrocampo a tre per ripartire? Floro Flores valuta correttivi

La squalifica di Prisco può spingere il tecnico giallorosso a cambiare qualcosa contro il Verona

Antonio Floro Flores

Di giornate ne sono passate appena tre: i tempi dunque non sono maturi per mettere tutto in discussione, nonostante in questo primo scorcio di stagione al Benevento stia mancando il conforto dei risultati. E’ giusto però valutare qualche correttivo, anche perché la squadra giallorossa ha bisogno di ritrovare una forma più equilibrata, capace di accompagnarla fuori da una fase nella quale le certezze sembrano essersi assottigliate.

Antonio Floro Flores lo sa. E in questi giorni sta ragionando proprio su questo, alla ricerca di una soluzione che possa rimettere la sua truppa sulla strada giusta. La sconfitta di Ascoli ha lasciato sul tavolo più di qualche interrogativo, per la sconfitta, ma anche per quello che il campo ha raccontato.

Le criticità

La difficoltà più evidente è emersa nel cuore della Strega. Il centrocampo ha sofferto, e non soltanto quando gli avversari riuscivano a ripartire. Il Benevento è andato in affanno anche quando i bianconeri avevano il controllo del pallone e riuscivano a muovere uomini e posizioni, attaccando gli spazi che si aprivano centralmente.

È stato lì che, in alcuni momenti, il Benevento ha perso le distanze. Anche in parità numerica, ha mostrato qualche sfilacciamento di troppo, lasciando campo e corridoi che l’Ascoli non sempre ha saputo sfruttare fino in fondo. E’ il segno che la formazione giallorossa non ha ancora raggiunto quell’equilibrio necessario per affrontare la Serie B.

Le possibili soluzioni

Col Verona l’assenza di Prisco potrebbe trasformarsi in un’opportunità. La squalifica del centrocampista toglie a Floro Flores una pedina importante, ma allo stesso tempo apre una finestra per provare qualcosa di diverso. Si ripartirà dal centrocampo a tre?

È una soluzione già intravista nella gara d’esordio contro il Modena e che adesso potrebbe tornare d’attualità. Che non significa rinunciare ai principi di gioco, ma mettere in campo un tentativo di adattare il sistema di gioco alle criticità emerse nelle prime tre giornate.

Perché avere un’identità non significa necessariamente rimanere legati a un’unica soluzione. Anzi, l’identità permette di riconoscersi anche quando si cambia qualcosa. E il campo, in questo momento, sta chiedendo al Benevento di trovare un modo diverso di interpretare le partite.

Del resto, dietro si continua a concedere troppo. Il dato è eloquente: cinque gare ufficiali disputate finora, nessun clean sheet e undici gol incassati. La Strega non è mai riuscita a chiudere una partita senza subire reti. Un numero che pesa ancora di più in una fase in cui i risultati non stanno offrendo punti di riferimento sufficienti.

E’ anche per questo che un centrocampo a tre potrebbe rappresentare una soluzione da tenere in considerazione. Potrebbe servire ad accorciare le distanze, ridurre gli spazi tra le linee e garantire una protezione maggiore davanti alla difesa.

Guai a snaturarsi

Il rischio, quando le cose non funzionano, è sempre quello di passare da un eccesso all’altro. Prima la volontà di imporre il proprio calcio a tutti i costi, poi la tentazione di rinunciare alle proprie idee per inseguire soltanto il risultato. Il Benevento non ha bisogno né dell’una né dell’altra cosa. La strada è nel mezzo: conservare i propri principi, ma renderli più funzionali a ciò che racconta il campo. Essere aggressivi senza scoprirsi troppo, mantenere il coraggio senza concedere praterie, provare a giocare senza dimenticare che in Serie B anche l’equilibrio è una forma di qualità. Floro Flores è dunque davanti a un bivio: ora deve capire quale sia la versione del suo Benevento più adatta a questo momento.

Redazione

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2 Commenti
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Commento da Facebook
20 ore fa

Si e montato la testa, ma’ vedremo che succede la prossima

Commento da Facebook
1 giorno fa

Cambia modulo….. Salvemini è isolato nel deserto. Non deturpare quanto fatto di eccelso lo scorso anno

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