Cinque minuti di pallone in più per partita. E’ la conseguenza per la Serie B di una delle novità più evidenti introdotte dalle nuove disposizioni dell’Ifab: meno spazio alle perdite di tempo, maggiore attenzione dell’arbitro sulla ripresa del gioco e, soprattutto, meno possibilità per le squadre di rallentare volontariamente il ritmo della partita.
I numeri, almeno per questo primo scorcio di stagione, raccontano una tendenza precisa. La cadetteria viaggia attualmente su una media di 57 minuti e 15 secondi di gioco effettivo. Lo scorso anno si era attestata intorno ai 52 minuti. Circa cinque minuti in più con il pallone realmente in movimento.
Primi effetti sul Benevento
Cinque minuti che possono valere un’occasione, un gol, una rimonta. O una sofferenza prolungata. Il Benevento se n’è accorto sulla propria pelle ad Ascoli. Le prime due giornate contro Modena e Sudtirol avevano già evidenziato una maggiore severità nella gestione dei tempi ‘morti’ da parte degli arbitri, ma è stata la gara del ‘Del Duca’ a trasformare la nuova norma in qualcosa di concreto.
Il Benevento era già rimasto in dieci per l’espulsione di Prisco quando, nel secondo tempo, si è trovato addirittura a giocare per oltre un minuto in nove. A provocare la situazione è stato il cambio di Beruatto, che avrebbe dovuto lasciare il posto a Pierozzi. Il problema è stato il tempo impiegato dal terzino per abbandonare il terreno di gioco: trascorsi i dieci secondi concessi dalla nuova normativa, il sostituto non ha potuto entrare immediatamente.
Le nuove regole
La regola è chiara: dal momento in cui il quarto ufficiale mostra il numero, il calciatore richiamato deve uscire entro dieci secondi, fatta eccezione per situazioni legate a infortuni o motivi di sicurezza. Se non lo fa, il compagno destinato a sostituirlo deve attendere la prima interruzione utile successiva e, soprattutto, deve essere trascorso almeno un minuto.
Così una squadra può trovarsi temporaneamente con un uomo in meno. Nel caso del Benevento, ad Ascoli, con una squadra già ridotta in dieci, quel ritardo ha significato giocare per più di 60 secondi addirittura in nove.
La stretta non riguarda soltanto le sostituzioni. Anche rimesse laterali e rinvii dal fondo sono entrati nel mirino della nuova filosofia regolamentare. In caso di ritardo volontario, l’arbitro può dare vita a un conto alla rovescia visivo di cinque secondi. Se il pallone non viene rimesso in gioco entro il limite, la rimessa passa agli avversari. E se il ritardo riguarda un rinvio dal fondo, la conseguenza può essere ancora più pesante: calcio d’angolo per la squadra avversaria.
L’obiettivo è cambiare un’abitudine consolidata: quella di utilizzare ogni interruzione, ogni cambio, ogni ripresa del gioco come un’occasione per consumare secondi. Ora è stato deciso finalmente di imboccare una strada diversa. Gli arbitri prestano maggiore attenzione ai tempi e le squadre devono adeguarsi. Anche perché quei secondi, sommati uno dopo l’altro, finiscono per trasformarsi in minuti. E il Benevento ha già avuto un assaggio molto concreto di cosa significhi.
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