La stessa passione e un percorso in simbiosi. Proiettato verso i propri traguardi ma sotto lo sguardo, perenne, dell’altro. Con l’orgoglio a scandire ogni passo, ogni scelta. Flaminia Simonetti è una certezza del calcio femminile italiano e una gemma della Lazio Women, suo fratello Pier Luigi una stella della Serie C e un diamante del Benevento: fotoricordo di una passione diventata una scelta di vita.
La sorella maggiore del tuttocampista giallorosso è tornata a ‘casa’ dopo le esperienze tra Empoli e Inter, trovando nella Lazio il suo porto sicuro: “Da quando sono arrivata, mi sembra di essere esattamente nel posto giusto. All’Inter ho vissuto gli ultimi mesi un po’ turbolenti, non ho giocato molto e avevo perso un po’ di fiducia. Alla Lazio ho trovato una grandissima società, con strutture e campi importanti e un mister che ha saputo valorizzare le mie caratteristiche, dandomi continuità rispetto all’anno scorso. Sono rinata in tutto e per tutto” ha rivelato in un’intervista rilasciata a Il Sannio Quotidiano.
Un ‘qui e ora’ imponente ma con lo sguardo proiettato sempre al futuro: “Alla Lazio sto benissimo, l’obiettivo più vicino è quello di raggiungere la Champions League e giocare in Europa per qualcosa di importante. E poi, personalmente, sto lavorando per cercare di tornare in Nazionale ma penso di essere nella società giusta: qui posso raggiungere i miei obiettivi”. Carriera già ricca di istantanee importanti quella di Flaminia, classe ’97, partita da Roma per inseguire la sua passione.
Proprio come Pier Luigi, più piccolo di quattro anni: “Il pallone è sempre stato un po’ in casa, io ho iniziato a giocare perché un mio amico di scuola, avevo 5-6 anni, si era iscritto alla scuola calcio di fronte casa mia. Così ho deciso di seguirlo e ho continuato, senza più lasciare”.
Entrambi partiti dalla capitale alla ricerca della propria dimensione, altrove: “Siamo legati da sempre, abbiamo un rapporto molto stretto sin da quando eravamo piccoli e non ci siamo mai persi. Io ho giocato a Empoli e a Milano ma siamo sempre rimasti molto in contatto: il calcio ha fatto un po’ da collante e anche grazie a questo si è forgiato il nostro rapporto fraterno. Quando lui è andato al Piacenza dopo la Roma io ero a Milano e anche lì ci siamo trovati molto, il destino ci ha portati sempre vicini: un percorso davvero in simbiosi”.
Sotto lo sguardo della sorella maggiore Pier Luigi è cresciuto e si è ritagliato il suo posto nel mondo del calcio, affrontando a testa alta anche le strade in salita: “Ho visto poche persone dedite al lavoro come lui, al sacrificio, all’impegno. Lo stimo e lo ammiro molto, posso rubare da lui anche determinate cose per la mia crescita personale come calciatrice. Quest’anno ha fatto quel saltino in più che gli mancava e sono felice per quanto fatto fino ad oggi. Ci sono degli ostacoli, sì, ma fanno parte del nostro lavoro e sono sicura che ne trarrà del positivo anche da questo infortunio. E farà quel passo in più”.
La voglia e la determinazione come costanti della crescita di Pier Luigi: “Già a novembre scalpitava per tornare, lui è uno che non si accontenta mai e se può fare tre corse al posto di due le fa senza problemi. Nel tempo è migliorato nella gestione del pallone, prima era troppo frenetico per questa sua voglia di strafare: è cresciuto nel capire quando è il momento di rallentare, di giocare o accelerare, nelle scelte. Poi è sempre stato un grande incursore in grado di leggere la partita e le situazioni”.
A febbraio l’infortunio al legamento crociato del ginocchio ha scritto la parola fine sulla sua stagione. Un momento drammatico già assorbito dalla voglia di tornare presto a correre: “Quella sera ero in trasferta a Genova, ho iniziato a guardare la partita dopo 20′ e non l’ho visto in campo, mi sono preoccupata. Sono tornata indietro per capire il motivo e mi sono resa conto subito: mi è preso un colpo. Poi l’ho sentito la sera stessa, mi si è stretto il cuore: se avessi potuto dargli il mio ginocchio, l’avrei fatto. All’inizio era un po’ rassegnato all’infortunio, ormai era successo. Ma poi l’ho sentito sereno nel ripartire, subito carico nell’affrontare l’operazione e la riabilitazione per ritornare al massimo”.
Una vicinanza costante, oltre la distanza: “Quando gioca cerco di seguirlo sempre e anche lui quando può guarda le mie partite. Sono stata spesso a Benevento: la squadra è forte in tutti i reparti, con il nuovo allenatore sono più concreti e cinici in attacco e anche più sicuri di loro stessi. E lo dimostrano le rimonte con l’Atalanta o l’ultima con l’Altamura, sono proiettati e mentalizzati, sicuri delle loro qualità. Il mister ha portato qualcosa di nuovo, ho notato un cambiamento netto”.
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