Benevento, tutti sul pezzo: ora puoi fare davvero paura

I giallorossi chiudono la serie di gare casalinghe nel girone di andata con numeri impressionanti. E schizza l’indice di coinvolgimento della rosa

L’ottava meraviglia al Vigorito sblocca un coupon per la vetta. Il Benevento liquida il Giugliano e raggiunge il Catania sul punto più alto della classifica. C’è una vista mozzafiato, conservarne l’accesso non sarà facile, ma l’aria è purissima. La prestazione di alto lignaggio che ha permesso alla Strega di stendere il Giugliano, oltre a strappare applausi induce all’ottimismo. La squadra di Capuano è rimasta inerme, stordita dalla varietà dei colpi sfoderati dai ragazzi di Floro Flores. Novanta e più minuti di applausi, un quattro a zero addirittura riduttivo per le occasioni prodotte. Trame sempre più collaudate, interpreti perfettamente calati nella parte, apporto incisivo dei subentrati. Qualcosa di nuovo c’è, nonostante fosse difficile migliorare un ruolino interno che già prima dell’approdo dell’allenatore partenopeo risultava praticamente perfetto.

La prova del campo non dà adito a interpretazioni diverse. Il rientro dall’infortunio di Simonetti (tre gol in meno di 100 minuti tra Cavese e Giugliano) ha dotato i giallorossi di un’alternativa letale in termini di inserimento e imprevedibilità sia sulle palle inattive che nell’azione manovrata. La crescita costante di Tumminello, che non sta facendo rimpiangere la pesante assenza di Salvemini, è un indicatore rassicurante per un Benevento che sta diventando sempre più famelico. Lo conferma il timbro di Manconi, schierato da trequartista con feedback positivi. Lo certifica l’atteggiamento dei subentrati: Borghini, Talia, Mignani, Romano e Della Morte, nonostante la partita fosse ormai chiusa, hanno tirato fuori un’aggressività tale da far gridare almeno due volte al pokerissimo. L’indice di coinvolgimento della rosa, a giudicare dall’intensità riscontrata in ogni angolo del campo e ad ogni minuto della gara contro i gialloblu, sembra proprio essere salito.

I numeri dei giallorossi in casa fanno spavento. Otto vittorie e un pareggio e girone di andata chiuso da imbattuti al Vigorito. Ventiquattro gol fatti e soli quattro subiti. Nel complesso, tra casa e trasferta, il Benevento vanta anche la miglior differenza reti (+25 contro il +21 degli etnei), consolidandosi in testa alla classifica dei reparti offensivi (37 gol fatti, media superiore ai 2 a partita). La Strega non occupava il primo posto dalla decima giornata, quando condivise per un turno la vetta con la Salernitana. Ora a fargli compagnia c’è il Catania di un inferocito Mimmo Toscano, fermato a Potenza sull’1-1 nonostante la possibilità di giocare in superiorità numerica per quasi novanta minuti (considerando che la sfida del “Viviani” si è chiusa al 116’).

Numeri, appunto, che è bene non considerare oltre il dovuto. Dopo 18 giornate, con oltre la metà del campionato ancora in sospeso, qualunque discorso legato a sogni o proiezioni risulterebbe azzardato, oltre che prematuro. Soprattutto per l’ambiente Benevento, che rispetto alla scorsa stagione ha il vantaggio psicologico di aver sperimentato sulla propria pelle l’amarezza dell’illusione. Il mantra da recitare nello spogliatoio è ipotizzabile: nervi saldi fino alla fine, testa solo al prossimo impegno. A Cerignola, venerdì sera, si presenterà l’occasione di superare quota 40. Perché privarsi di quest’aria purissima?

Francesco Carluccio

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3 mesi fa

Cosimo e sempre chill piecur ,i Bell Ca u sape pure che piecuro

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3 mesi fa

Carmelo Mainolfi stai messo in questo stato e pensi al Benevento? 🤣🤣🤣🤣

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3 mesi fa

💛❤️👏🏻👏🏻👏🏻

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3 mesi fa

Vediamo e prosssss

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3 mesi fa

Az over ahahahahahahahahahHahahahahah mettet dorm flore Flos che fessi vincono tutti 🤣

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