C’è chi sostiene che il delitto perfetto non esista, ma le modalità utilizzate dal Benevento di Floro Flores per ammazzare il campionato sarebbero degne di un noir d’autore. I colpi variano di giornata in giornata, con la ferocia che si alterna all’operazione chirurgica. Il risultato è sempre lo stesso: le vittime non hanno scampo, appaiono disarmate, impotenti. E la fuga è curata nei minimi particolari, non conosce freni. Se subentra un po’ di tremore, viene subito derubricato a una reazione fisiologica legata alla bramosia. Il Benevento è primo con dodici punti di vantaggio sulla seconda a sei giornate dalla fine. Ha steso tutti, non riescono più a prenderlo.
La partita con il Foggia, decisa dal colpo di testa del solito Tumminello su assist telecomandato dell’altrettanto solito Lamesta, è uno di quei colpi mordi e fuggi. Tanta veemenza in avvio, mani sul bottino e poi gestione delle risorse. Il regalo confezionato nel finale per Bevilacqua, goffo nel non coglierlo, è stato il suono della sirena di una volante appena udibile in lontananza. Un secondo di affanno, poi l’auto ha svoltato scegliendo altre direzioni. La Strega ha preso fiato, si è dileguata dirottando su Monopoli, dove la attende un altro obiettivo.
Uscendo dall’ambiguità, i numeri nudi e crudi di Floro Flores sono impietosi. Il suo ruolino di marcia, da quando è alla guida del Benevento, fa segnare una media punti di 2,63 a partita. L’allenatore partenopeo, promosso in prima squadra alla vigilia della quattordicesima giornata, contro il Foggia ha chiuso un girone intero alla guida dei giallorossi: 19 partite, due pareggi e una sconfitta. Ha portato a casa 50 punti su 57, lasciando sulla strada soltanto poche briciole. Unendo la sua media punti a quella di Auteri, da cui ha raccolto il testimone, si scende a 2,37, dato comunque di gran lunga superiore a quelli fatti registrare da Juve Stabia (2,07) e Avellino (2,20) nelle vittorie dei due precedenti campionati.
Dallo spogliatoio giurano di non fare calcoli, ma le giornate al termine sono sempre meno e il distacco dal Catania non è diminuito rispetto a sette giorni fa. Anzi, c’è stato un attimo in cui la Strega si era ritrovata addirittura sul +14. E’ successo prima del gol di Casasola al 96’ della sfida di Altamura, che ha riportato gli etnei alla vittoria in trasferta in un finale infuocato ristabilendo le distanze. Solo un remoto mormorio per le orecchie dei tifosi giallorossi, che non vedono l’ora di poter liberare tutta la loro gioia.
Francesco Carluccio
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Quando fa’ entrare kouan è una mortificazione a noi tifosi….. troppo scarso per questo Benevento….
Ciccio le partite mancanti sono 6 e non 7 e diciamo anche che per la matematica serie servono soli sette punti e potrebbero bastare anche sei in quanto a quota 82 eventuale pari merito col Catania siamo avanti e di parecchio per la differenza reti.