Solo cinque marcatori diversi per il Benevento, la metà rispetto ai calciatori mandati a bersaglio dalla Salernitana, mentre il Catania si è fermato a nove. A mancare, però, in questa fase è stata soprattutto la spinta di chi subentra.
Nonostante Auteri abbia spesso e volentieri usato i cinque cambi – anche se in diverse occasioni concedendo poco minutaggio a chi è entrato a gara in corso -, finora la Strega ha trovato un solo gol con i subentrati (Mignani in Benevento-Team Altamura) che diventano tre se il discorso si allarga agli assist (quello di Viscardi a Siracusa e quello di Della Morte proprio per Mignani). Nessuno di questi è stato decisivo per determinare l’esito finale di una partita, ma è solo servito ad arrotondare un risultato già acquisito. Lo riporta Il Sannio Quotidiano.
Non è il caso di gridare all’emergenza, però è evidente che il Benevento debba riflettere. Non è detto che si tratti di un limite strutturale, ma potrebbe essere ancora un fase di rodaggio, legata non solo a meccanismi da oliare e gerarchie in evoluzione, ma pure alle condizioni precarie con cui hanno dovuto fare i conti diversi interpreti. Finora, però, il Benevento ha avuto la sua forza soprattutto nell’undici iniziale e lo si è visto anche in Coppa a Giugliano. E’ chiaro che, per poter essere competitiva nel lungo termine, la Strega ha bisogno che chi entra in corso d’opera riesca a impattare in maniera determinante sull’andamento dei singoli match. Ad Auteri, infatti, stanno mancano i game-changer, ossia quei giocatori capaci di cambiare l’inerzia anche subentrando dalla panchina. La crescita della Strega passa anche da qui.



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