E’ il 13 gennaio 2024, quando al centro sportivo ‘Avellola’ si sfidano il Benevento Primavera – che occupa il secondo posto in classifica – e i pari età del Cesena, capolista del girone con sei punti in più rispetto ai baby giallorossi. La gara è importante perché offre ai ragazzi di Dario Rocco l’occasione di riaprire la corsa al primato.
Non se la lasciano sfuggire i padroni di casa che, guidati da Perlingieri e Francescotti, si regalano una vittoria pesantissima, condannando la capolista alla prima sconfitta stagionale. Gara rocambolesca, in cui non mancano le proteste da parte degli ospiti per un rigore dubbio assegnato al Benevento, per il rosso mostrato a un proprio giocatore e anche per il fallo da cui è nata la punizione vincente di Perlingieri, a tempo abbondantemente scaduto (qui la cronaca della partita).
A distanza di quasi due anni, quella partita diventa il punto di partenza del nuovo scandalo scommesse che ha travolto il calcio italiano. Stavolta non sono coinvolti giocatori né le società – che, è bene precisarlo, sono parti lese -, ma un arbitro: il principale indagato è infatti Luigi Catanoso, della sezione di Reggio Calabria, che col suo fischietto avrebbe alterato i risultati di una serie di match.
Uno di questi è proprio Benevento-Cesena del campionato Primavera 2, match finito sotto la lente dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli in seguito a un flusso anomalo di scommesse. In base alla ricostruzione degli inquirenti, sulla partita “si era realizzato un importo complessivo di giocate pari a circa 41.000 euro: 219 su 288 riguardavano la vittoria del Benevento. Si trattava di scommesse che erano state fatte per la maggior parte in comuni calabresi come Condofuri, Melito Porto Salvo, Palizzi Marina e Reggio Calabria”. E’ il match che porta all’apertura del filone d’indagine (qui la notizia) e su cui aveva acceso i fari anche la Procura federale.
Qualche mese dopo, gli ispettori della Procura Federale andarono a Cesena per interrogare l’allenatore della Primavera, Campedelli, e quattro giocatori in merito a quella partita. Volevano raccogliere elementi, capire se fossero stati avvicinati da qualcuno. Raccolsero invece solo lamentele dei cinque tesserati per la direzione di gara di Catanoso. Al momento, Benevento-Cesena resta l’unica partita a rientrare tra quelle considerate alterate dall’associazione che fa capo all’arbitro calabrese finito ai domiciliari.
Catanoso però non ha arbitrato solo quel match dei giallorossi. Ha diretto in tutto sei partite del Benevento Primavera, assegnando ben undici calci di rigore. Addirittura tre in una sola gara, quella con il Crotone del 9 novembre 2019; altri tre penalty in Benevento-Ternana del 13 aprile 2024 e due in Benevento-Pisa del 29 ottobre 2022; uno nei match interni contro Spezia, Salernitana e appunto Cesena. Un dato statistico significativo.


