La Lega Serie B, l’Associazione italiana calciatori e la Figc hanno sottoscritto il nuovo accordo collettivo destinato a regolare i rapporti tra le società del campionato cadetto e i calciatori professionisti per il prossimo triennio. Un’intesa particolarmente significativa, che aggiorna il precedente accordo risalente al 2014 e adegua il quadro normativo alle profonde trasformazioni intervenute nel settore sportivo negli ultimi anni.
Il nuovo testo recepisce infatti l’abrogazione della Legge 91 del 1981 e la riforma del lavoro sportivo introdotta dal Decreto Legislativo 36 del 2021, delineando una disciplina più moderna e organica dei rapporti tra club e tesserati professionisti. L’obiettivo dichiarato è quello di garantire maggiore certezza contrattuale, sostenibilità economica e un equilibrio più efficace tra le esigenze delle società e la tutela dei calciatori.
Tra le novità di maggiore rilievo figura la disciplina dei trattamenti economici in caso di promozione o retrocessione. L‘accordo prevede infatti una riduzione degli emolumenti pari al 25% in caso di retrocessione dalla Serie B, con il corrispondente aumento in caso di promozione in Serie A, in linea con quanto già previsto nel massimo campionato.
Si tratta di una misura destinata a incidere in maniera significativa sulla gestione economica dei club, introducendo un principio di maggiore equilibrio tra la categoria di appartenenza e il costo del lavoro sportivo. Un principio che negli anni è stato più volte sostenuto dal presidente del Benevento, Oreste Vigorito, tra i dirigenti che con maggiore convinzione hanno sollecitato l’introduzione di meccanismi automatici di adeguamento degli stipendi in relazione ai risultati sportivi.
Per Vigorito, infatti, la riduzione degli emolumenti in caso di retrocessione ha sempre rappresentato una questione di equità e sostenibilità: una società che vede diminuire drasticamente i propri ricavi a seguito della perdita della categoria non può continuare a sostenere costi salariali costruiti per un livello competitivo superiore. L’inserimento di questa previsione nell’accordo collettivo rappresenta quindi anche il riconoscimento di una battaglia portata avanti nel tempo da numerosi dirigenti, soprattutto nei campionati intermedi del calcio professionistico.
L’intesa interviene inoltre sul fronte delle tutele sanitarie e assicurative, attraverso una razionalizzazione delle prestazioni che punta a mantenere elevati standard di assistenza medica garantendo al contempo un maggiore controllo dei costi per le società. Particolare attenzione viene poi riservata alla formazione e alla crescita professionale dei calciatori, tema sempre più centrale nell’evoluzione del calcio moderno.
Soddisfazione è stata espressa dalla Lega Serie B e dal presidente Paolo Bedin che ha sottolineato il valore del percorso di confronto sviluppato con Figc e Aic, culminato in una soluzione condivisa nell’interesse dell’intero movimento calcistico.
La firma dell’accordo rappresenta un passaggio fondamentale nel processo di aggiornamento delle relazioni collettive del calcio professionistico italiano. Un percorso che proseguirà nelle prossime settimane con la definizione del rinnovo dell’intesa tra la Lega Serie B e l’Associazione italiana allenatori calcio (Aiac), completando così il quadro normativo di riferimento per la categoria.
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