Gli acquisti più sorprendenti del Benevento negli ultimi anni

Gianluca Lapadula - Benevento

Al Vigorito ne hanno viste di tutti i colori. Acquisti che sulla carta facevano storcere il naso e che poi hanno lasciato il segno, giocatori arrivati quasi in sordina che sono diventati protagonisti, scommesse che si sono rivelate vincenti ben oltre ogni aspettativa. Il mercato del Benevento negli ultimi anni è stato imprevedibile ma mai noioso, e alcune operazioni hanno segnato la storia recente del club.

Lapadula, l’affare che nessuno si aspettava

Settembre 2020. Il Benevento torna in Serie A dopo aver dominato la B con 86 punti e sette giornate di anticipo, stabilendo il record di vittorie (26) e maggior distacco sulla seconda (+18). Serve un attaccante per la massima serie e spunta Gianluca Lapadula dal Genoa. Operazione da 3 milioni di euro più bonus. I tifosi non erano entusiasti. Uno che aveva fatto vedere qualcosa al Milan ma che poi si era perso tra Genoa e Lecce. C’era chi si aspettava un nome più pesante.

Invece Lapadula è stato probabilmente l’affare migliore della gestione Inzaghi. Parte fortissimo: tre gol nelle prime sei giornate, il suo miglior avvio in Serie A. Il primo lo segna al Bologna il 4 ottobre, decisivo per l’1-0 finale. Chiude la stagione con 8 reti in 36 presenze, numeri importanti per una neopromossa che poi retrocede. L’anno dopo in Serie B fa ancora meglio: 10 gol in 15 partite prima di finire ai margini per questioni di mercato con la società.

Quello che ha colpito della punta italo-peruviana non sono stati solo i numeri. È stato l’atteggiamento. La rabbia agonistica, quel modo di buttarsi su ogni pallone come se fosse l’ultimo. Al Vigorito si sono affezionati a quella grinta, a quel modo di giocare sempre al limite. Un attaccante vero, di quelli che in provincia fanno ancora la differenza. La piazza lo ha amato anche quando i risultati non arrivavano.

Glik, quando il Benevento fece il colpo grosso

Estate 2020, operazione che fece rumore. Kamil Glik, 32 anni, quattro stagioni al Monaco dopo l’esperienza al Torino. Il Benevento lo prende per 3 milioni di euro con un contratto triennale da 2,5 milioni netti a stagione, lo stipendio più alto della rosa. Più di tutti i giocatori che avevano appena vinto la B. C’era chi pensava fosse una follia economica per un club di provincia. Età non più verdissima, ingaggio pesantissimo, il dubbio se potesse reggere i ritmi della Serie A.

Il polacco ha risposto sul campo. Ha giocato 33 partite in quella stagione 2020-21, formando con Caldirola una coppia centrale solida. In difesa ha portato esperienza internazionale, personalità, quella presenza che nelle squadre di provincia fa la differenza. Ha dovuto marcare Lukaku, Ibrahimovic, Cristiano Ronaldo. Non è stato impeccabile, nessuno lo è in una squadra che lotta per non retrocedere, ma ha dato stabilità a un reparto che ne aveva bisogno.

Il fatto che il Benevento abbia puntato su un giocatore del genere ha mandato un messaggio chiaro: le Streghe non volevano fare la comparsa in Serie A. Poi è arrivata la retrocessione, ma l’acquisto di Glik resta uno dei più ambiziosi della storia recente del club. Un tentativo serio di competere al massimo livello.

Nicolas Viola, l’uomo dei calci piazzati

Gennaio 2017. Il Benevento prende Nicolas Viola dal Novara a titolo definitivo. Un centrocampista con il mancino educato, specialista sui calci piazzati, ma con un passato di alti e bassi tra Reggina, Palermo e appunto Novara. Arriva per dare qualità a un centrocampo che puntava alla promozione in Serie A. E la missione riesce: nel giugno 2017 il Benevento sale per la prima volta nella sua storia in Serie A attraverso i playoff.

Ma è nella stagione 2019-20 che Viola diventa fondamentale. Nel campionato dominato dal Benevento di Inzaghi, chiude con 9 gol e 6 assist. Il 6 dicembre 2019 segna addirittura una tripletta nel 5-0 contro il Trapani, la prima della sua carriera. In quella stagione storica il Benevento ha chiuso con 86 punti, 26 vittorie, e appena 15 gol subiti. Viola, insieme a Sau (13 gol), è stato uno dei protagonisti di quella cavalcata trionfale.

Il suo sinistro magico sui calci di punizione è diventato un’arma fondamentale. Oggi il calcio si segue anche attraverso piattaforme digitali che offrono statistiche live e dati in tempo reale. Chi seguiva il Benevento su NetBet o altre piattaforme simili vedeva sempre Viola tra i nomi caldi per le marcature su palla inattiva. Un giocatore che in Serie B ha fatto la differenza, meno continuo in A ma sempre decisivo nei momenti chiave.

Massimo Coda, il bomber che ha fatto sognare

Estate 2017. Il Benevento neopromosso in Serie A prende Massimo Coda, attaccante campano con esperienza in B e C. In quella prima stagione in massima serie, disastrosa per il club che chiuse ultimo, Coda segna 4 gol in 24 presenze. Poco, ma comprensibile vista la squadra. Sono le due stagioni successive in Serie B a consacrarlo: nella 2018-19 segna 21 gol in 34 partite, risultando secondo nella classifica marcatori dietro ad Alfredo Donnarumma.

Il 22 aprile 2019 realizza la sua prima tripletta in carriera nel 3-0 di Verona. L’anno dopo, nella stagione del record, contribuisce con 7 gol alla promozione. Un attaccante completo: forte fisicamente, bravo sulle palle alte, ottimo tecnicamente anche in fase di costruzione. Al Vigorito è diventato un idolo per quella capacità di fare gol ma anche di far salire la squadra nei momenti difficili.

Nel 2020, a campionato in corso, non accetta il rinnovo offerto dal Benevento e resta svincolato. Una scelta che ha fatto discutere. Si accasa al Lecce dove continuerà a segnare a raffica. Ma nel Sannio il suo nome resta legato a quegli anni di lotta e promozioni. Un acquisto che sulla carta sembrava normale ma che si è rivelato fondamentale per la storia del club.

Roberto Insigne, il fratello d’arte che ha dato tutto

Arrivato al Benevento nel 2018 dal Parma, Roberto Insigne aveva l’ombra ingombrante del fratello Lorenzo. Ma con la maglia giallorossa ha trovato continuità e spazio. Nella stagione 2019-20 chiude con 8 gol e 5 assist, diventando uno dei punti fermi della squadra di Inzaghi. Un esterno tecnico, bravo a saltare l’uomo e a crossare, sempre presente in fase offensiva.

Nella stagione in Serie A 2020-21 ha vissuto uno dei momenti più emozionanti: nel derby contro il Napoli del 25 ottobre 2020 segna il gol del vantaggio del Benevento. Poco dopo Lorenzo pareggia per il Napoli. Due fratelli che segnano in squadre opposte nello stesso derby. Una di quelle storie che il calcio regala a volte e che restano nella memoria della piazza.

Non è mai diventato un campione, questo va detto. Ma per il Benevento è stato un giocatore affidabile, sempre disponibile, che ha dato tutto per la maglia. E in una piazza abituata a lottare per ogni traguardo, questo conta parecchio. Un acquisto che non ha fatto clamore ma che ha portato risultati concreti.

Un mercato coraggioso che ha fatto parlare

Il Benevento negli ultimi anni ha dimostrato di saper fare un calciomercato diverso dal solito. L’idea di puntare su giocatori con esperienza in grandi club, magari alla ricerca di rilancio, ha caratterizzato la strategia. Non sempre ha funzionato, ma l’approccio è stato ambizioso: provare a competere portando qualità, senza accontentarsi di fare numero.

La storia recente della Strega è fatta di saliscendi continui tra Serie A e B, di sogni realizzati e delusioni. Ma è anche fatta di acquisti che hanno sorpreso, di giocatori che hanno lasciato il segno, di un modo di fare mercato che ha regalato emozioni vere. Per una piazza come quella sannita, abituata a conquistarsi tutto con le unghie e con i denti, è più di quanto si potesse sperare.

Redazione

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2 Commenti
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Angelo
3 mesi fa

I migliori acquisti furono Viola (nettamente, per distacco) ed Hetemaj a zero. Lapadula, Insigne e Coda solo opportunisti. Glik strapagato

Mario Peca
3 mesi fa

Mah… Lapadula e Glick sono stati mezzi flop.

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