Si chiude la stagione dell’Arezzo, Bucchi: “Al Benevento dico bravo”

Il tecnico, ex di giornata, ha parlato in conferenza stampa guardando già alla prossima serie B: "Servirà essere squadra"

Il cammino dell’Arezzo nella Supercoppa di serie C è stato condizionato dalla pesante sconfitta interna contro il Vicenza che, di fatto, ha precluso agli uomini di Cristian Bucchi ogni possibilità di successo finale. Nonostante questo la compagine del tecnico romano ha giocato a testa alta contro il Benevento, onorando l’impegno e uscendo dal campo con una sconfitta di misura. Un campo che lo stesso Bucchi conosce bene, avendo guidato la Strega nella stagione 2018/19 in quella serie B che, il prossimo anno, lo rivedrà protagonista insieme alla formazione di Antonio Floro Flores. Al termine del match del Ciro Vigorito, lo stesso Bucchi ha parlato in conferenza stampa rilasciando le seguenti dichiarazioni.

PRESTAZIONE

Sono state due settimane molto faticose dal punto di vista di gestione del gruppo, siamo arrivati fino all’ultimo a giocarci un campionato tiratissimo. C’è stato un calo psico-fisico da parte di tutto il gruppo, qualcuno ha accusato problemi fisici e quando è finita la stagione regolare li abbiamo preservati. Avevo chiesto una partita seria perché era giusto chiudere la stagione da squadra quale siamo. Abbiamo fatto degli errori, delle sbavature ma abbiamo fatto la nostra partita. L’episodio poteva capitare da una parte o dall’altra, fortunatamente ci cambia poco questa volta.

BENEVENTO

Una squadra forte, frizzante, ben allenata e che ha dominato in lungo e in largo il campionato. Sul percorso della squadra c’è poco da dire, se non bravi.

CAMPIONATO

Contro l’Ascoli potevamo vincere la partita all’ultimo minuto portandoci a piu’ otto e, invece, sul gong è arrivato il rigore che ha rimesso tutto in gioco. L’episodio in quel caso è andato a nostro sfavore. E’ stata difficile la gestione della settimana successiva, per fortuna poi abbiamo ripreso il nostro essere squadra, il voler raggiungere il nostro obiettivo. Quando tutti ci davano per morti abbiamo dimostrato di esserci e di voler vincere a tutti i costi.

SERIE B

Sono stato ad Avellino per vedere la partita col Modena insieme al direttore Cutolo. Avevano sette giocatori che l’anno scorso giocavano in C. Per questo penso che non ci sia questa differenza abissale, essere squadra è piu’ importante dell’avere i giocatori forti. Quest’anno il Benevento sapeva di essere una squadra forte, aveva la pressione di dover vincere le partite, adesso bisognerà cambiare mentalità, giocare quasi da provinciale, sapere di dover correre di piu’. Credo che molti giocatori se la vorranno giocare alla grande.

RISCATTO

Non avevo rivincite da prendermi, questo mestiere ti dimentica velocemente. Dopo Ascoli, ad esempio, sono stato due anni a casa e quando mi ha chiamato il direttore, paradossalmente, mi ha chiamato una squadra di A. Quando mi sono incontrato con l’Arezzo ho capito subito che poteva essere il posto giusto, volevo tornare in categoria vincendo sul campo per risentirmi vivo. Proprio per questo ho rifiutato proproste dalla B.

Redazione

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