Un traguardo costruito con pazienza, programmazione e ambizione. L’Arezzo ha conquistato la promozione in Serie B al termine di una stagione straordinaria, battendo in volata l’Ascoli e lasciandosi definitivamente alle spalle gli anni più difficili. Un successo nato da lontano e firmato dal lavoro del tecnico Cristian Bucchi e del direttore sportivo Nello Cutolo.
Due ex Benevento, per i quali la sfida di sabato al ‘Vigorito’ non potrà essere come tutte le altre. Intervistato da Il Sannio Quotidiano, Cutolo ha raccontato tutta l’emozione di una promozione vissuta quasi come una missione personale e le sensazioni in vista del ritorno all’ombra della Dormiente.
“Ad Arezzo ho vissuto un po’ tutto, dalle salvezze incredibili ai momenti più complicati. Abbiamo costruito qualcosa di magnifico. Ho sempre vissuto questo lavoro con un senso di responsabilità maggiore, conoscendo umori e sofferenze della piazza. E ogni giorno mi alimentavo per cercare di portare qualcosa di meraviglioso”.
La promozione è arrivata soltanto all’ultima giornata, ma per il direttore sportivo amaranto rappresenta il naturale completamento di un percorso iniziato anni fa.
“Ci siamo strutturati stagione dopo stagione e siamo ripartiti dalla Serie D attraverso un cammino incredibile. Le vittorie non sono mai scontate, ma siamo riusciti ad alzare l’asticella anno dopo anno”.
Parole importanti anche per Cristian Bucchi, allenatore scelto per dare continuità e identità al progetto tecnico.
“Con Bucchi volevamo costruire una continuità dal punto di vista del progetto: anche lui ha fatto un percorso incredibile. Ho sempre visto in lui un allenatore bravo, con delle idee e che riesce a trasmettere la sua filosofia alla squadra. Non ho mai avuto dubbi su di lui nel momento della scelta”.
Nel racconto di Cutolo c’è spazio anche per il Benevento e soprattutto per Antonio Floro Flores, oggi sulla panchina giallorossa, ma legato al direttore sportivo da un rapporto che va oltre il calcio.
“Siamo nati e cresciuti insieme anche a livello professionale, dal settore giovanile del Napoli. Il nostro rapporto va al di là del calcio: Antonio ha fatto un grandissimo lavoro esprimendo un buon calcio con un’identità forte, è stato bravo a trasmettere la sua voglia. Si tifava un po’ entrambi, sapevamo dell’importanza del campionato affrontato. Ci siamo fatti l’in bocca al lupo e i complimenti a vicenda”.
Secondo Cutolo, anche la società sannita ha avuto un ruolo fondamentale nella stagione della Strega.
“La lungimiranza del presidente Vigorito si è rivelata azzeccata, poi è emerso anche l’operato di una società che ha messo a disposizione una rosa di livello: tutte le componenti hanno fatto la propria parte. Quest’anno la società non si è mai nascosta, il presidente ha sempre avuto l’ambizione di voler tornare in Serie B: ha costruito una squadra forte, completa in tutti i reparti. E vincere in quel girone non è mai scontato”.
Adesso il destino mette di fronte proprio Arezzo e Benevento nell’ultimo appuntamento stagionale, una sfida dal sapore particolare per il direttore sportivo amaranto, che conserva un ricordo indelebile della sua esperienza nel Sannio.
“Benevento non la dimenticherò mai, ho debuttato che avevo 17 anni in Serie C: l’ho vissuta con entusiasmo e ho trovato una famiglia“.
Infine, uno sguardo alla sfida del ‘Vigorito’, che chiuderà una stagione lunghissima ma ricca di soddisfazioni.
“A differenza di Benevento e Vicenza noi siamo arrivati a giocarci il campionato alla fine e ci siamo goduti la settimana tra gioie e festeggiamenti. In coppa si affrontano tre vincenti, i valori si equivalgono: a Benevento troveremo un avversario forte, lo rispettiamo e cercheremo di fare una prestazione importante per chiudere la stagione in bellezza. Sarà partita vera a tutti gli effetti”.
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Tanti giovani targati Guido De Rosasi sono affermati nel calcio. Cutolo, insieme a Bruno e a Palladino, era tra questi.
Anche io non dimenticherò mai, soprattutto per il rigore sbagliato al “San Paolo” contro il Napoli in serie C, era Sporting BN, altri tempi…
..festeggiamenti si ….però, vi siete fatti prendere a pallonate dal Vicenza e come succede sempre dopo una batosta (subita in casa ) tutti dichiarano di voler fare la prestazione per riscattare la batosta subita. . Ma non succedera a Benevento….