Ormai è diventato un pilastro del progetto del Benevento. Il settore giovanile è alla base di ogni discorso in casa giallorossa e, di conseguenza, anche dei risultati conquistati in questa stagione: nella promozione in Serie B della Strega c’è molto del vivaio.
A parlare di questo percorso è Simone Puleo, responsabile e direttore sportivo della cantera del Benevento. Il racconto parte dalle origini: “Il rapporto è nato 10 anni fa con Vigorito e Diego Palermo, presidente del settore giovanile e suo genero – ha dichiarato ai microfoni de La Casa di C -. Avendo io giocato con Diego mi è stato chiesto di fare l’osservatore, avevo appena finito di giocare. Stavo facendo il corso da allenatore e da direttore sportivo a Coverciano. Ho ovviamente accettato e dopo 2 anni mi hanno chiesto di diventare responsabile e non potevo rifiutare. In questi ultimi 10 anni abbiamo tirato fuori di debutti 33/34 giocatori. Motivo di orgoglio. Crediamo che il lavoro si veda quando arrivano i giocatori in prima squadra“.
Un lavoro che oggi si traduce in risultati concreti, con tanti giovani cresciuti in casa che stanno trovando spazio tra i grandi. Un momento simbolico di questo percorso è arrivato di recente, diventando per Puleo una delle soddisfazioni più grandi. “Domenica, contro l‘Audace Cerignola, c’erano contemporaneamente Sena, Esposito, Donatiello, Prisco, Talia, Giugliano, Carfora e Del Gaudio. Vengono tutti dall’Under 15 e quindi è una soddisfazione enorme. Vigorito crede in tutti i giovani, servono nomi forti ma anche un’identità. Bisogna credere nei giovani, siamo l’Italia quattro volte campione del Mondo“.
Tra le storie più toccanti c’è quella di Donatiello, simbolo di resilienza e talento, capace di trasformare un momento drammatico in un nuovo inizio: “L’esordio di Donatiello? Sensazionale. Dalla sparizione del sogno alla concretezza di questo. Un ragazzo che viene dal linfoma di Hodgkin: sembravano finite le speranze, ma noi avevamo aspettative altissime su di lui. Giocatore fortissimo. Dalla disperazione al sogno avverato, il debutto è stato la fine di un calvario. Il Benevento ragiona come una famiglia. Chi va avanti, merita“.
Infine, uno sguardo anche al percorso di Floro Flores: “Ho sempre pensato fosse un bravo allenatore, ha bruciato le tappe e ha sfruttato l’occasione. Ai ragazzi che giocano nelle nostre squadre selezionate non facciamo neanche pagare l’iscrizione, crediamo debba essere un diritto“.
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