Era una sentenza particolarmente attesa dal Trapani, ma l’esito non ĆØ stato quello sperato dalla societĆ granata e dal suo patron, Valerio Antonini. Il Collegio di Garanzia del Coni ha respinto il ricorso presentato dai siciliani che, a questo punto, possono sentirsi a tutti gli effetti retrocessi in Serie D.
Il Trapani sperava di riavere indietro almeno i punti necessari per poter disputare i play out, ma cosƬ non ĆØ stato. Con questa decisione, la squadra resta all’ultimo posto, rendendo la retrocessione inevitabile con una giornata dāanticipo. Al centro della disputa c’era la prima pesante sanzione della stagione, quella di 7 punti nata dai mancati pagamenti di contributi Inps e ritenute Irpef tra la fine del 2024 e lāestate del 2025. Per la giustizia sportiva, i ritardi nei versamenti e la recidiva della societĆ non hanno lasciato spazio a sconti, confermando un fardello che, insieme alle altre sanzioni ricevute, ha portato il club a subire un totale di 25 punti di penalizzazione in questo campionato.
La decisione non ĆØ stata presa bene dal presidente Antonini: “Sono riusciti a respingere anche questo ricorso nonostante le schiaccianti ed evidenti documentazioni allegate – ha scritto sui suoi profili social -. Eā uno scandalo senza precedenti. Ora che ci possiamo aspettare da domani in CFA e la prossima settimana sempre dal Coni per gli altri 10 punti che abbiamo richiesto? Solo la sentenza dellā8 li potrĆ sotterrare legalmente e siccome li non cāĆØ giustizia sportiva che tenga, sono sicuro che avremo giustizia. Oramai questa giustizia sportiva ĆØ palesemente ribattezzabile come una ingiustizia sportiva. Questo sistema mi fa letteralmente schifo“.
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Antonini potrĆ anche avere ragione, ma resta il fatto che l’attuale sistema di controllo non ĆØ ancota in grado di prevenire ed evitare tali incresciose situazioni. Bisogna pretendere fideiussioni bancarie al momento dell’iscrizione, immediatamente esigibili, in caso di necessitĆ