Con otto gol – molti dei quali pesantissimi – e due assist, Guglielmo Mignani è stato uno dei protagonisti assoluti del Benevento che è riuscito a ritrovare la Serie B a tre anni di distanza. Un percorso che l’attaccante senese aveva sognato sin dal suo arrivo nel Sannio, la scorsa estate: “Quando sono arrivato qui, ho sempre sperato nella promozione – ha confessato ai microfoni di SienaNews.it – e quando abbiamo realizzato il sogno lo scorso weekend, è stata una gioia immensa. Mi ritengo anche molto fortunato, perché negli ultimi tre anni ho vinto un campionato di Serie D e adesso quello di Serie C, però mi sento anche molto orgoglioso del percorso“.
Mignani si augura di continuare a indossare il giallorosso: “Ora spero che la società mi possa riconfermare anche per la prossima stagione di Serie B e quando sarà il momento mi dovrò fare trovare pronto. Quest’anno sono spesso entrato dalla panchina, ma mi sono sempre fatto trovare preparato e sono riuscito a segnare 8 reti. Mancano ancora tre partite alla fine e l’obiettivo adesso è centrare la doppia cifra“.
Per l’attaccante della Strega anche la lontananza non è stata un problema: “Questa è la prima stagione in cui sono stato veramente lontano, ma grazie al mister ed alla squadra mi sono adattato subito. Inoltre, la mia fidanzata Camilla è riuscita spesso a raggiungere Benevento e mi ha aiutato molto. Il gruppo però, è stato unito da subito e di conseguenza non mi sono mai sentito solo“.
Nella famiglia Mignani, c’è anche papà Michele che da anni allena in Serie B: “Ci ho pensato tante volte a babbo e spesso ci siamo punzecchiati. Il sogno più grande sarebbe quello di giocarci contro, mentre per essere allenato da lui, come Simeone all’Atletico Madrid, ancora vorrei aspettare. Dei membri di famiglia poi, c’è anche mio fratello minore Carlo, il quale milita in Serie D con il San Donato. Il consiglio che desidero dargli è quello di non fermarsi mai, perché so bene che i primi anni sono sempre tosti. Qualche anno fa, quando i risultati non arrivavano, avevo pensato più volte di smettere e di trovare un altro lavoro, ma non ho mai frenato un secondo. Mi sono sempre battuto i piedi nel sedere e ho sempre lavorato più degli altri. Infine, voglio fare anche i complimenti al mio padrino di battesimo Gill Voria, che sta facendo qualcosa di clamoroso con la Robur. Non ho mai dubitato delle sue qualità e sono felicissimo per lui”.
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