Benevento, quel filo con gli Immortali che non si è mai spezzato

Anche stavolta, seppur in ruoli diversi, De Falco, Melara e Padella hanno dato un contributo fondamentale: finché ci saranno loro, il Benevento saprà sempre da dove ripartire

La prova concreta di una promessa che ha resistito al tempo e che il senso di appartenenza, quando è spontaneo, può sopravvivere a tutto: alle stagioni, ai cambiamenti, alle nuove strade professionali intraprese. La storia degli Immortali a Benevento ne è la dimostrazione.

Perché dieci anni dopo aver scritto la pagina più bella della storia della Strega, Andrea De Falco, Fabrizio Melara ed Emanuele Padella sono tornati in altre vesti, ma sono comunque riusciti a dare un contributo fondamentale per la realizzazione di un’altra impresa. Del resto, essere immortali significa proprio questo: restare a prescindere, essere presenti in qualsiasi forma.

Nel 2016 erano il cuore pulsante di una squadra che si identificava completamente nella città. Il Benevento non aveva mai conosciuto la Serie B, eppure quel gruppo riuscì prima a conquistarla e poi, come in una favola, a spingersi oltre. Un anno dopo arrivò anche la Serie A: due promozioni consecutive, una cavalcata straordinaria che trasformò un sogno in realtà e trasportò un’intera città e un’intera provincia in un’emozione mai vissuta prima e in una dimensione mai conosciuta.

Poi le strade si sono divise, come naturale che fosse. Ma quel filo invisibile non si è mai spezzato. Quando sono stati richiamati, hanno risposto presente, contribuendo ancora una volta – in modo diverso, ma altrettanto concreto – a riportare il Benevento verso ciò che sente più suo: la Serie B.

È qui che il loro legame si è rafforzato ulteriormente. Prima protagonisti in campo, poi custodi di uno spirito che non poteva andare disperso. Emanuele Padella ha scelto il lavoro silenzioso, affiancando il direttore sportivo Marcello Carli nella ricostruzione della squadra: un ruolo meno visibile, ma fondamentale, perché alcune intuizioni portano la sua firma. Fabrizio Melara è diventato il punto di equilibrio tra società e spogliatoio, un team manager capace di trasmettere non solo disciplina, ma anche identità, sensibilità e rispetto per i tifosi. Andrea De Falco, invece, ha intrapreso il percorso nello staff tecnico, rappresentando un ponte naturale tra passato e presente, tra esperienza e prospettiva.

I riscontri sono stati eccezionali. Evidentemente perché certe storie, quando sono autentiche, trovano sempre il modo di ricominciare. E finché ci saranno gli Immortali, il Benevento saprà sempre da dove ripartire.

Redazione

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2 Commenti
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Antonio
5 mesi fa

Questo campionato si è vinto anche per le loro capacità, hanno tenuto tranquillo uno spogliatoio con tanti giocatori leader.

Commento da Facebook
5 mesi fa

Vero il gruppo fa la forza 🥰

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