Benevento, i retroscena di Floro Flores: la chiamata di Vigorito, il grazie ad Auteri e il messaggio alla famiglia Imbriani

Il tecnico giallorosso sul futuro: "Pronto a mettere solo la firma, il resto non conta: dei soldi non mi interessa"

Non solo Marcello Carli. C’era anche Antonio Floro Flores tra gli ospiti di Ottogol, la trasmissione in onda su Ottochannel, per commentare il ritorno del Benevento in Serie B.

Il tecnico giallorosso ĆØ ancora nel vortice delle emozioni: “Non avevo mai provato niente di simile. Devo ancora metabolizzare tutto, ma al tempo stesso mi godo questo momento, perchĆ© ĆØ straordinario e non so quante altre volte mi ricapiterĆ ”.Ā 

La chiamata di Vigorito

“La prima volta ci siamo sentiti dopo Benevento-Sorrento. L’ho chiamato io perchĆ© mi aveva detto di farlo Diego Palermo, visto che il presidente non aveva il mio numero. Ci siamo dati appuntamento per vederci in ufficio e parlare: quando mi ha chiesto se me la sentissi di allenare la prima squadra, non ci ho capito niente. Poi però il Benevento ha vinto a Foggia e pensavo che questa opportunitĆ  fosse svanita; invece, mi ha chiamato nuovamente, ci siamo incontrati, abbiamo parlato di tante cose e gli ho detto che ero pronto, perchĆ© vivo per allenare, per fare questo lavoro. In realtĆ  avevo tanta paura; sapevo però che un’opportunitĆ  del genere non si rifiuta; quella di allenare in una piazza del genere, con un presidente cosƬ ambizioso e con una squadra importante poteva essere un’occasione che non mi sarebbe più capitata. CosƬ mi ha detto di andare al campo il giorno seguente e parlare con il direttore. Credo che anche prima ero nei suoi pensieri. Il suo apprezzamento l’ho riscontrato anche in precedenza. Quando mi ha chiesto di allenare la Primavera, avevo avvertito che fossi nei suoi pensieri e da lƬ ho iniziato a guardarmi tutte le partite, per essere pronto in caso di chiamataā€œ.

L’onestĆ 

“Negli allenatori che ho avuto ho sempre cercato l’onestĆ , ma non l’ho mai trovato. Forse solo Zeman ĆØ stato onesto con me. Tutti mi lodavano, ma alla fine non mi facevano giocare. Questa tendenza a prendere in giro i calciatori, non l’ho mai sopportato. Io ho impostato il mio rapporto sull’onestĆ , perchĆ© anche quando le strade si separeranno, potrĆ  guardare sempre tutti a testa alta. Oggi provo a fare con i ragazzi ciò che non ĆØ stato fatto con me, perchĆ© ĆØ il gruppo che porta le vittorie. Nelle scelte posso sbagliare, mai nei rapporti”

La Serie B

“Non ho paura di affrontarla, nĆ© timore. Qualora fosse, non vedo l’ora. E’ ciò che voglio dalla vita, qualsiasi sia la sfida la accetto volentieri sempre con la volontĆ  di vincere. Ho capito quali sono i principi della societĆ , sono gli stessi miei e voglio trasmetterli agli altri. Ho grande rispetto, ma non mi fa paura. Qualora dovessi continuare l’avventura qua, il mio approccio sarĆ  sempre lo stesso”

Auteri

ā€œMister Auteri mi ha lasciato una squadra preparata e l’ho ringraziato per questo anche lunedƬ. Ci vorrebbero più allenatori come Auteri, proiettati all’attacco. Oggi in Italia sono in pochi che propongono gioco, ormai si mettono tutti 3-5-2 e questo toglie spazio e crescita ai giocatori. E’ un modulo di cui si abusa anche nei settori giovanili, perchĆ© ormai anche lƬ contano solo i risultati, mentre lƬ per un allenatore non dovrebbe esserci l’ansia del rischio di andare a casa se sbaglia tre partite”

QualitĆ 

“Sento dire che in Italia non ci sono più Totti e Del Piero, ma se negli stage la prima cosa che si guarda ĆØ il fisico, il risultato non può che essere questo. Il calcio si gioca con la fantasia e con la qualitĆ , altrimenti fai il modello o i traslochi. In Spagna sono alti massimo 1.80 cm. In Italia non c’è più un giocatore che punta. Se a Lamesta levo il dribbling, che gli faccio fare? E mi arrabbio se non punta l’uomo, idem Della Morte.Per fare questo lavoro serve una vocazione. Il problema non ĆØ che non ci sono giovani o che pensano ai social o alla Play Station; il problema ĆØ che non ci sono più allenatori che li fanno crescereā€œ.

Il futuro

“Ho detto al Presidente che io metterò solo la firma, poi il resto può fare tranquillamente lui. A me non interessano i soldi, valuto solo il progettoā€œ.

Il messaggio dalla famiglia Imbriani

“Vorrei ringraziarli, mi ha scritto un membro della famiglia dicendomi che la promozione li ha riempiti di gioia. Per me ĆØ stato un grandissimo onore, non me lo aspettavo. E’ stata una grandissima sorpresa, una cosa molto bella che mi ha emozionato”.

Redazione

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2 Commenti
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Giuseppe
5 mesi fa

Per debito di riconoscenza il Benevento non perda il contatto con Gaetano Auteri. La promozione ĆØ anche merito suo ed il suo contributo sarebbe prezioso se accettasse una forma di collaborazione

Giuseppe
5 mesi fa

Provaci ancora Antonio

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