È la tensione l’ultimo ostacolo del Benevento

La Strega fa i conti con il 'braccino' e il lusso dei vincenti, all'ultima curva del suo viaggio

esultanza gol benevento

Il traguardo è lì, a portata di mano. Manca l’ultimo passo, quello decisivo, per scatenare la festa e cancellare ogni calcolo. Il Benevento riflette sul suo percorso e cerca lo slalom letale di fronte all’ultimo ostacolo del suo cammino: la tensione.

Nell’analisi tracciata da Il Sannio Quotidiano emerge tutta l’attesa di un viaggio giunto all’ultima curva ma che si arricchisce di un passeggero in più, da non sottovalutare. Le due facce del Benevento passano dalla tensione vissuta e accumulata in queste ultime settimane, espressa da allenatore e calciatori con percezioni diverse.

La tensione giallorossa

Aria pesante, come è naturale che sia, nel momento di massima tensione. Ma quasi un paradosso per una squadra che sta volando verso il suo traguardo, dieci anni dopo la sua prima volta, in un remake dalle sfumature diverse rispetto allo storico appuntamento con il sogno. In questa stagione la Strega ha già metabolizzato da tempo la vicinanza con la Serie B, gestita con largo anticipo rispetto alla storica promozione del 2015/2016. E, proprio per questo motivo, processata e riprocessata fino allo sfinimento, fino a farla diventare simile a un tormento.

Un’attesa spasmodica che si sta riflettendo anche sul campo, tra le prestazioni della capolista ormai arrivata alle soglie della festa. Mancano solo le ultime candeline alla Strega, eppure i giorni che precedono gli ultimi punti stanno dilatando le ore e il campionato, in attesa del triplice fischio sulla propria missione. In campo la squadra non è la stessa delle rincorse furiose delle ultime settimane o delle notti da incorniciare, da rendere eterne tra le fotografie più dolci. La stanchezza quasi esclusivamente mentale, anticipata dallo stesso Floro Flores nei giorni più intensi del suo Benevento, ha visto la squadra perdere di vista i riferimenti più puri del suo gioco. Modificando anche la stessa gestione dei momenti, come se Maita e compagni si fossero riscoperti tutto d’un tratto deboli e più fragili.

La tensione del Benevento: il ‘braccino’ della capolista

È il ‘braccino’ che accompagna anche i campioni e che bussa alla porta una volta arrivati all’ultima curva. Il lusso dei vincenti, che fa perdere certezze e che materializza fantasmi tra l’appagamento e la mancanza di fame, tipica di quando sai che la meta è ormai lì a un passo. Contro Foggia e Monopoli si è vista una Strega diversa, anche intrappolata nel suo momento di tensione.

La stessa che si percepisce dai volti di Floro Flores a fine partita, tra il “Vigorito” e il “Veneziani”, in due giornate che hanno messo in mostra nuove difficoltà per la capolista: quelle di lottare anche contro se stessi. Dopo il Foggia, l’ammissione: “Un po’ di ansia c’è stata, è il calcio: quando vedi un obiettivo alla portata diventa più difficile”.

E la conferma a Monopoli: “C’è stata tensione, veniamo da due partite non giocate all’altezza. Dobbiamo lavorare sul piano mentale. Il traguardo non deve essere un peso, ma una cosa bella: giochiamo a calcio, non dobbiamo farci bloccare dalla tensione”. Dalla sua, la squadra prova a mascherare questa espressione, sia tra le parole – “Pressione? Può darsi, magari inconsciamente c’è stata. Ma dobbiamo essere più forti” l’analisi di Della Morte – sia soprattutto in allenamento: sorrisi, spensieratezza, il clima ideale di chi si sta avvicinando a qualcosa di bello senza lasciarsi vincere dai tormenti.

È la versione più bella della Strega quella che arriva dall’Imbriani e dalla leggerezza delle sue sedute, aspettando la matematica. Il campo la domenica, però, racconta un’altra cosa: ed è forse proprio questa l’ultima battaglia da vincere del Benevento.

Redazione

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