Il retroscena: tutto quello che (non) hai visto di Benevento-Catania

Uno sguardo al dietro le quinte della partita più importante della stagione giallorossa

Floro Flores Benevento Catania

Il Benevento vive la sua notte più bella: al “Vigorito” crolla anche il Catania, sotto il doppio colpo della Strega. Lamesta e Mignani regalano un sogno ai giallorossi e avvicinano il traguardo Serie B con due gol pesantissimi. In questo racconto, qualche istantanea nascosta della partita, tra la tensione di una finale e l’emozione di una notte eterna.

Il prepartita solenne

La partita, in realtà, inizia già alle 18:30, quando i primi tifosi raggiungono il “Vigorito” e aspettano la squadra, accolta da cori e bandiere all’ingresso dei cancelli dello stadio. L’ingresso in campo di Maita e compagni per il riscaldamento è carico di concentrazione, e con il solito copione: il ‘cinque’ al preparatore all’uscita dal tunnel e lo scatto verso il pallone. Ognuno con il suo rito: chi bacia il campo, chi fa il segno della croce, chi varca la linea laterale sempre con il solito piede.

“L’avevo provato nel riscaldamento, sentivo di avere il piede caldo” confida Lamesta dopo la splendida punizione del pari. E infatti dal prepartita del “Vigorito” arrivano segnali incoraggianti proprio dal suo sinistro, confezionato per le notti migliori. Mentre lo stadio continua a riempirsi, in una delle sue notti più belle e ‘piene’, con le file ancora lunghe ai tornelli al momento del fischio d’inizio.

Panchine a confronto e il gesto di Padella

In panchina l’andamento è chiaro sin da subito per i due allenatori: Toscano percorre l’area tecnica da una parte all’altra, comandando a distanza i suoi. Ancorato al suo angolino invece Floro Flores che dimostra di sentire meno, almeno apparentemente, la tensione della partita. E resta impassibile anche sul colpo di testa di Tumminello, primo vero squillo della partita giallorossa. Il tecnico della Strega sfrutta ogni interruzione di gioco per dare indicazioni ai suoi: i consigli si ripetono spesso, tra i movimenti in orizzontale e le indicazioni tra centrocampo e trequarti. Scarico e tocco in verticale sono i passi da seguire.

Al gol di Lunetta scatta tutta la panchina del Catania. L’attaccante rossazzurro esulta e porta il dito all’orecchio. Floro Flores si sfoga con i suoi per il pallone perso: volto rassegnato, braccia larghe. Una scena che si ripete più volte nel corso del primo tempo per le difficoltà di gestione della palla da parte del Benevento in alcune situazioni. Come sul vantaggio dei siciliani. Ci pensa però Lamesta a rimettere le cose a posto con una punizione che fa esplodere il “Vigorito”. Il primo a esultare è Scognamillo, il primo a rincorrerlo invece Ceresoli: lì l’11 giallorosso si lancia in una corsa a perdifiato, tagliando il campo a metà. Dai distinti alla sua panchina dove raccoglie l’abbraccio dei vari Celia, Mignani e tutti gli altri.

Più contenuta l’esultanza di Floro Flores che si lascia vincere dalla razionalità. E che spende gli istanti successivi per chiamare a raccolta Della Morte, Tumminello, Ceresoli e Saio: evidentemente, a sinistra c’è qualcosa che non va. Mentre il resto della squadra si disseta nei dintorni della panchina e Lamesta raccoglie gli ultimi abbracci, però, Padella ha la lucidità di dire a Maita di portarsi nella metà campo avversaria: un gesto fondamentale che impedirà al Catania di riprendere il gioco in fretta, cercando di cogliere il Benevento di sorpresa.

Tutti sul pezzo

All’intervallo tocca a Caldirola, Kouan e Romano spingere più di tutti al riscaldamento. Floro Flores vuole tenere la sua panchina sul pezzo: sono in 7, contemporaneamente, a lavorare sotto la tribuna. La prima scelta è Caldirola, per mettere centimetri ed esperienza in difesa: tra la chiamata della panchina e l’ingresso in campo, però, passeranno diversi minuti in cui il tecnico vorrà vederci chiaro, e pesare al meglio la sua scelta.

Il momento clou arriva poco prima del 90′ quando è ancora una volta Mignani a far esplodere il “Vigorito”. Poco prima di entrare in campo, con addosso la pettorina del riscaldamento, il 32 giallorosso si era disperato per un gol fallito dai suoi compagni di reparto: il senso del gruppo si vede anche in questi istanti. Il suo scatto è uno solo, quello che gonfia la rete e che prosegue sotto la Sud, scavalcando i tabelloni per prendersi il calore dei tifosi e l’abbraccio dei compagni.

Ancora una volta Mignani

Il “Vigorito” urla il suo nome, dietro la porta c’è quasi tutta la panchina. Quasi, perché Monticciolo viene fermato sul più bello dall’arbitro e invitato a tornare indietro, a un passo dalla meta: che peccato. Caldirola carica lo stadio, Mignani viene sommerso dagli abbracci dei suoi. E, prima di rientrare, si concede un ultimo istante di gloria, in piedi sui tabelloni: lo sguardo alla curva, le braccia larghe, come a voler rendere eterno quel momento.

Il triplice fischio è una liberazione anche per Floro Flores che, in maglietta, si lascia andare a un lungo abbraccio con Padella per poi ricomporsi. E raggiungere prima Donnarumma per i saluti e i complimenti di fine partita. E poi Toscano: stretta di mano, qualche parola all’orecchio – saranno le sue scuse, come raccontato nel postpartita – e una reazione non proprio positiva dell’allenatore rossazzurro. Floro Flores allarga le braccia, si allontana e chiude, incredulo, la questione.

In campo parte la festa giallorossa. Maita carica il “Vigorito” da lontano, intanto tutta la panchina raggiunge i titolari nel solito cerchio. La parola va a Floro Flores: un racconto di pochi istanti, le braccia al cielo e l’esultanza di tutto il gruppo. Kouan e Pierozzi sono già pronti a correre sotto la Sud che invoca la squadra ma Scognamillo e Maita indicano ancora una volta la rotta, anche in questi casi. Prima dai distinti, poi via via gli altri settori per poi concludere sotto la Sud.

L’ultima immagine del match è l’abbraccio tra Mignani e Floro Flores a bordocampo, in attesa delle interviste di Sky Sport. E la corsa solitaria del mister verso gli spogliatoi, accolta dall’entusiasmo di una curva ancora gremita: è l’istantanea finale di una notte da ricordare.

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