Conferenza stampa di vigilia per Antonio Floro Flores, allenatore del Benevento, che domenica al “Tonino D’Angelo” affronterà il Team Altamura per la 28a giornata del girone C di Serie C. Le sue parole dalla sala stampa del “Vigorito”.
Settimana
“Hanno fatto una gran settimana, intensa, importante. L’unica settimana in cui possiamo lavorare, insieme alla prossima visto che poi ci sarà un altro turno infrasettimanale. Ma ormai i meccanismi ci sono, i ragazzi hanno la mentalità giusta e sanno cosa voglio. Le partite infrasettimanali ci sono per tutti, fa parte del nostro lavoro. Le partite così si preparano diversamente, le gare le hanno affrontate bene e non posso dire nulla”.
Esterno sinistro
“Non c’è il dubbio. Sostituire Simonetti non è facile per l’intensità che ci dava nelle due fasi, ci dava un contributo maggiore. Oggi lo sostituisce Manconi, il capocannoniere di questo campionato, non abbiamo di questi problemi. Se c’è voglia di fare qualcosa di importante possiamo giocare anche con 10 attaccanti o 10 difensori. Il modulo ti dà tanto in avanti ma se riesci a fare le due fasi bene ti gratifica. Mi fa male non vedere Simonetti con noi, ne ha già passate un bel po’, veniva da un recupero lungo. Ma sono annate che vanno messe alle spalle, lo aspettiamo a braccia aperte. Abbiamo perso un leader, fa male questo”.
Rendimento in trasferta
“Andare ad Altamura per imporci? Abbiamo le qualità per farlo, lo pretendo dai ragazzi e lo pretendono anche loro. Erano arrabbiati dopo la partita col Latina. Quando sei obbligato a vincere devi giocare per quell’obiettivo: abbiamo quello scopo ma non deve essere pressione, deve essere uno stimolo in più. Il calcio è cambiato radicalmente, le squadre si sono evolute. Al di là della qualità, se hai l’umiltà di una squadra provinciale sei avvantaggiato. Abbiamo lavorato su questo in questi mesi, con l’umiltà di una squadra che si deve salvare. Vogliamo imporre il nostro gioco, abbiamo qualità immense, è da ipocriti non chiederlo. Ma ci troviamo di fronte squadre organizzate che sanno come affrontarti”.
Alternanza in attacco
“Non ci sono gerarchie, c’è la mente di un giocatore. Sono stato un attaccante e so come vive un attaccante. Il mio compito sta nella sana competizione dei ragazzi. Mignani avrà le sue possibilità, lavora con una fame e con una voglia che in pochi hanno. Il mio rapporto con loro è sincero, schietto, mettere un giocatore in panchina come Mignani è una delle cose più difficili, come anche Della Morte. Ci fanno la differenza negli allenamenti, gran parte del merito va a chi non gioca. Non è scontato che chi non gioca si alleni così. La mia gestione dei giocatori è la sincerità: non mi nascondo, devo fare delle scelte per penalizzare qualcuno ma non lo faccio in cattiva fede. Il mio rispetto per loro è immenso, c’è grande stima da entrambe le parti e gran parte del merito di quello che stiamo facendo va a chi gioca meno. Mi fa male, vorrei dare spazio a più persone che meriterebbero di giocare. Ho una squadra molto intelligente che capisce il momento e che l’obiettivo è uno per tutti. In futuro Mignani avrà il suo spazio sicuramente: tra tutti è uno di quelli che sta crescendo più di tutti. Il mio compito è migliorarlo per dargli una carriera diversa. Lo amo come ragazzo, gli voglio bene, è come se fosse un figlio ed è un ragazzo d’oro, umile, sempre con il sorriso. Gente che non manderò mai via dal mio spogliatoio. Ho grande stima per Mignani, lo stesso Della Morte: li voglio con me, hanno un’umiltà che in pochi hanno. Non servono solo parole ma servono fatti, e tocca a me dimostrarlo con il tempo”.
Momento cruciale della stagione
“Il calcio è divertimento. Ci giochiamo qualcosa di importante, mi incazzerei se trovassi qualcuno sottotono. Vanno sempre a mille all’ora, a volte li devo fermare. Si arrabbiano per cinque minuti in più, stanno bene tra di loro, c’è una sana competizione: tutti abbiamo capito l’obiettivo qual è. Non ho pensato minimamente che possano aver mollato. È stupido pensare che non conosciamo qual è il nostro obiettivo. I ragazzi poi vivono per questo”.
Sostituto di Simonetti
“Potrebbero darci una mano, a partita in corso o dall’inizio. Sono lavori che facciamo con lo staff, valutiamo tante cose. Abbiamo i giocatori in quel ruolo che oggi lo possono fare. Ho messo Kouan per dare più equilibrio, era la prima partita, deve capire ancora dei meccanismi. Ma penso di partita in partita. Con Simonetti c’era un equilibrio, faceva le due fasi, ha caratteristiche diverse dagli altri. A Manconi gli avete chiesto i gol e li ha fatti, poi però lavora anche in difesa e il gps parla chiaro. Sa che è il giocatore ideale per poter sostituire Simonetti anche se in questa squadra non esistono sostituti con 20 giocatori di livello”.
Tifosi
“Ho battuto proprio su questo, abbiamo portato un po’ di entusiasmo a Benevento che magari mancava da un po’ per annate particolari. Sono l’arma in più quando andiamo in trasferta, anche a Trapani erano in tanti. Giochiamo specialmente per loro, verranno numerosi e dobbiamo giocare anche per loro e per quello che portiamo sul petto. Se vuoi essere rispettato per quello che porti dietro la maglia devi prima onorare quello che hai sul petto”.
Celia
“Caratteristiche più di spinta rispetto a Ceresoli, ha fatto spesso il quinto, serve del tempo per i meccanismi che abbiamo. Non sta giocando per demerito, ma perché per entrare nei meccanismi serve del tempo. Avrà anche lui il suo tempo per mettersi in mostra, ci saranno tre partite nel giro di una settimana e ci sarà spazio per tutti”.
Altamura
“Una squadra che nelle ultime 7 partite ha fatto più punti dopo di noi. Togliendo la gara di Potenza in cui c’è poco da valutare, una squadra spensierata, che ha raggiunto un grande obiettivo con un allenatore navigato, capace di fare più moduli e che fa giocare bene la squadra. L’abbiamo preparata nel migliore dei modi, una squadra con giovani importanti e con qualità. Una delle più in forma del campionato”.
Paragone con l’anno scorso
“Oltre l’Avellino non c’era nulla l’anno scorso, senza il crollo del Benevento il campionato sarebbe finito molto prima. Non è lo stesso campionato, oggi hai più squadre che lottano per lo stesso obiettivo, Salernitana, Catania e tante altre squadre attrezzate. La Salernitana non l’ho mai tirata fuori, può rientrare per una classifica importante. Pensiamo a noi, è inutile pensare agli altri se non vinciamo noi. Il nostro obiettivo è vincere e pensare a noi stessi. Il calcio è così, devi fare qualcosa di diverso dagli altri e dobbiamo farlo: non ci manca niente per raggiungere il nostro obiettivo”.
Lamesta
“Davide è un ragazzo che deve crescere in tante cose. Se è ancora in questa categoria è colpa sua, è talmente forte che nemmeno lui conosce le sue qualità. Non sempre può essere coccolato, a volte serve anche il bastone. Ci aspettiamo sempre il massimo da lui, può sbagliare, è importante per noi. Ha fatto 3 partite in una settimana ma è troppo importante, spesso per il nostro modo di giocare la sua qualità si esalta. Glielo dico spesso, è una “C” se non arriva in Serie A. Deve fare lo step mentale, non qualitativo. Deve pensare che non deve mai accontentarsi: la gente non si ricorda mai di come stavi, ma di come stai. Ha l’occasione per dimostrare sempre ogni partita. Per noi è importante, ce lo teniamo stretti, ce lo coccoliamo. Quando c’è da bastonarlo lo facciamo serenamente. Gli si può dire ben poco: speriamo continui così, ci dà una grossa mano. Può fare la differenza, va messo in condizione di farlo. Anche Carfora ha qualità e caratteristiche per fare una grande carriera, Manconi è forte e avrebbe potuto fare un’altra carriera, Salvemini è forte. Chiunque può fare la differenza ma gli chiedo la fase sporca. Il nostro modo di fare parte dagli attaccanti”.


