L’attesa spasmodica per la decisione dell’arbitro, il fischio, il dito puntato sul dischetto e l’urlo di gioia. Poi il tiro, la parata e il dramma che si fa largo nel gelo dello stadio fino all’esplosione del gol di Pierozzi. La notte di Benevento-Picerno ha regalato un fiume di emozioni concentrandole soprattutto nel finale di partita, in undici metri.
Sliding doors che avrebbero potuto orientare, in un senso o nell’altro, il campionato della Strega. Ma che non avevano fatto i conti con l’uomo del destino, a Caravaggio così come al “Vigorito”.
I retroscena di Benevento-Picerno: l’episodio del rigore
Inizia così il viaggio tra i retroscena di Benevento-Picerno. Minuto 86, calcio d’angolo per il Benevento: Bassoli trattiene Caldirola in area di rigore, i giocatori della Strega richiamano l’attenzione dell’arbitro. La panchina giallorossa decide di giocare la card per l’FVS e il direttore di gara va così al monitor. Floro Flores e il suo staff, così come tutto lo stadio, attendono il verdetto che arriva dopo una lunga revisione: Melara esulta urlando verso il campo, Padella rivolge invece grida e pugno alla tribuna, Floro Flores resta apparentemente impassibile.
L’attesa che separa la decisione dell’arbitro dalla battuta del calcio di rigore è lunga e rischia di spezzare la tensione accumulata. Negli istanti che anticipano il tiro di Salvemini, il tecnico giallorosso è divorato dai nervi, impaziente appoggiato alla sua panchina, rabbioso per il dilatarsi dei tempi di battuta. De Falco è quasi ai blocchi di partenza per scattare verso il campo, Melara si accovaccia sulle ginocchia, Padella preferisce non guardare il calcio di rigore, dando le spalle al campo e lo sguardo alla panchina.
La minaccia al dischetto
Intanto, nei dintorni del dischetto parte la sfida tra i calciatori del Benevento, arrivati per difendere la zolla da possibili ‘attacchi’ avversari, e quelli del Picerno alla ricerca di spazi e possibilità in cui provare a minare le certezze della Strega. Salvemini posiziona il pallone mentre l’arbitro attrae verso sé i calciatori del Picerno, in protesta per la concessione del rigore. E quando l’attaccante giallorosso si allontana, alla ricerca della concentrazione migliore in un momento di grande tensione, il primo a raggiungere il punto di battuta è Marcone, impegnato nel dialogo con gli altri giallorossi.
Chi prende le difese del dischetto è Tumminello che si piazza a far da scudo al pallone, impedendo agli avversari di sporcare la zolla scelta da Salvemini. Si avvicinano prima Abreu poi soprattutto Del Fabro ma a vincere è la resistenza della Strega: Lamesta, Maita, Della Morte e lo stesso Scognamillo tengono lontani gli avversari dalla zona clou, lasciando il dischetto intatto.
L’errore e poi la gioia: i retroscena di Benevento-Picerno
L’esito del rigore gela tutti. Impassibile Floro Flores, come sulla conferma del penalty da parte dell’arbitro post revisione all’FVS. In un attimo però un collaboratore del tecnico corre verso la panchina per convincere tutti ad una nuova richiesta di FVS sull’intervento di Marcone che, però, non anticipa il tuffo per ipnotizzare Salvemini. Parata regolare e dramma al “Vigorito”.
Fino al minuto 102 e all’estasi pura del Benevento: cross di Lamesta, scatto di Pierozzi che stacca su tutti e palla sul palo lontano. Da lì partono due gare, come in una finale dei 100 metri: in una corsia Lamesta che scappa esultando sotto i distinti. In parallelo invece Pierozzi, inseguito da Caldirola e da Scognamillo che bacia il cielo. Pierozzi intercetta Vannucchi che corre dal lato opposto: il traguardo, per tutti, è sotto la Curva Sud.
Alla corsa si uniscono tutti i membri della panchina. Floro Flores, dopo esser esploso in campo alla vista del pallone in rete, ritorna verso la sua area tecnica: Padella lo segue, Melara sceglie invece l’abbraccio sotto la Sud. Il primo a raggiungere Pierozzi dalla panchina però è Kouan, uno degli ultimi arrivati, seguito da tutti gli altri. Mentre il “Vigorito” scandisce il nome del match winner, Tumminello alza le braccia invocando le urla di tutto lo stadio. Lamesta è in ginocchio nella lunetta dell’area, con le mani sul volto, abbracciato da Caldirola. Poco dopo va giù anche Scognamillo, sempre con un gesto verso il cielo.
L’ultima immagine la regalano i protagonisti del finale thirlling. Pierozzi si stacca dal gruppo, accenna l’esultanza portando la mano all’orecchio. Poi indica Floro Flores, lo raggiunge e i due si abbracciano a lungo. Il mister gli sussurra qualcosa all’orecchio mentre l’esterno esulta ancora, fino all’arrivo di Salvemini. L’attaccante abbraccia Pierozzi e a raggiungerli è proprio Floro Flores: abbraccio da dietro e bacio sulla testa per il nove giallorosso, quasi come a dire ‘Errore perdonato’. Sono queste le istantanee dell’estasi giallorossa, nell’ennesima notte da ricordare di questa meravigliosa stagione.



Eventuale 0-0 in casa contro Picerno parlare di “dramma”, seppur sportivo, è da stolti.