Lo scorso 2 gennaio ha reciso il cordone ombelicale con il suo Benevento. Un percorso avviato da giovanissimo e che lo ha portato a esordire in prima squadra, fino ad avere la possibilità di debuttare in Serie B con i colori giallorossi. Per Francesco Rillo era arrivato il momento di dare l’addio alla Strega: “Volevo uscire dalla comfort zone per provare a spiccare il volo. Staccarsi da quella che è stata casa fino a poco tempo fa non è stato facile, ma era la scelta giusta da fare“ ha dichiarato il terzino di Ponte in un’intervista rilasciata a Il Sannio Quotidiano.
Oggi il suo presente si chiama Picerno: “Conoscevo la società, ha sempre fatto campionati importanti: appena c’è stata l’occasione ho detto subito sì perché credo nelle potenzialità del club. Mi sono ambientato sin da subito, siamo in tanti nuovi ma siamo stati accolti molto bene dal gruppo”.
Pur senza mai scendere in campo, Rillo ha avuto modo di osservare dall’interno la nascita e la crescita del Benevento di Auteri prima e di Floro Flores poi: “La squadra non ha bisogno di presentazioni: ci sono giocatori con anni di esperienza in campionati importanti e giovani già pronti per la categoria che stanno dando il loro contributo. La rosa era stata costruita per vincere e adesso ha acquisito ancor più consapevolezza: la Strega si sente ancor più forte rispetto a prima, sia come singoli che come squadra”.
Un vento nuovo con l’arrivo di Floro Flores: la svolta del Benevento è iniziata lì. Con un ingrediente fondamentale: “Il segreto del Benevento? Il mister ha portato più tranquillità nello spogliatoio, ho notato un ambiente che era più sereno sotto ogni aspetto. Poi i risultati ti aiutano tanto. Se non hai una squadra forte ovviamente è tutto più difficile: c’era già una base importante e sono arrivati 4-5 innesti di categoria superiore come Vannucchi, Scognamillo, Maita, Salvemini e Tumminello, poi anche altri a gennaio. La squadra è fortissima, sono arrivati i primi risultati e non hanno mollato. Rispetto al girone d’andata e alla trasferta di Catania, dove non è andata benissimo, la squadra è cresciuta tanto anche con i giovani: li vedo molto più maturi, trascinati dai grandi”.
Un tecnico giovane e ambizioso al timone di una corazzata del girone C: “Il mister avendo smesso da poco sa come trattare sia i più giovani che gli esperti. Ha portato maggiore tranquillità, secondo me può fare davvero una bella carriera: ha voglia e idee moderne e con i ragazzi sta raccogliendo i suoi frutti. Poi gli allenamenti sono stimolanti anche per chi non gioca: fa stare tutti sul pezzo”.
Quella di questa sera sarà una gara davvero particolare per Rillo, per la prima volta a casa dopo aver fatto le valigie: “Ringrazierò sempre il Benevento perché mi ha fatto crescere, mi ha preso che ero un bambino e mi ha portato a fare delle esperienze bellissime, sia al primo anno con i pro con Inzaghi fino ad altre stagioni in cui magari ho avuto meno spazio ma sono cresciuto comunque tanto. Sarà bellissimo, lo stadio regala sempre un’emozione particolare: tornare a casa sarà incredibile, me la godrò volentieri”.
Occhio al disperato bisogno di punti del Picerno: “Arriva una squadra che deve salvarsi e che cercherà di fare di tutto per ottenere dei punti al “Vigorito”, pur rispettando la squadra più forte del girone”.


