Dopo un’annata vissuta praticamente da spettatore non pagante, Alberto Paleari sta conquistando spazio e considerazione con la maglia del Torino e a 33 anni si sta guadagnando un ruolo da protagonista nel campionato di Serie A.
Anche in questa stagione, l’ex portiere del Benevento era partito da riserva, ma strada facendo ha scalato le gerarchie, approfittando delle occasioni che gli sono state concesse dal tecnico Baroni, altro ex giallorosso. E se oggi il Torino può vantarsi di essere la squadra ad aver mantenuto più volte la propria porta inviolata dopo la Lazio, la maggior parte del merito se lo sta prendendo proprio l’estremo difensore che nell’estate del 2024 venne ceduto dalla Strega al club granata.
All’improvviso infatti Paleari si è trovato titolare e sul tetto della Serie A: è il portiere con la più alta percentuale di partite con la porta inviolata, il 57 per cento, con 4 volte su 7. Un rendimento da top per uno non abituato a certi livelli, ma che continua a ricevere applausi. Le due prodezze salva risultato contro il Genoa sono state il biglietto da visita, poi ha messo in mostra anche altro, la voglia di alzare sempre il livello. È migliorato in poco tempo, più coraggioso nelle uscite e pulito nella gestione con i piedi della palla. Sta dimostrando di saperci stare in una categoria semi sconosciuta, se non per i 3 gettoni raccolti con il Genoa 5 anni fa.
Ed è diventato anche un amuleto. Con lui in campo il Torino ha perso solo una volta e ha raddoppiato i punti, passando da 0,8 a 1,7. Uno scarto sensibile anche nei gol subiti, 8 rispetto ai 18 con Israel e nel conto c’è anche la cinquina contro il Como.



Gli avete portato proprio bene voi della redazione, ieri ne ha beccati 2 e pure in casa.
A Benevento ogni tanto non faceva proprio bene