Tiribocchi: “Il Tir nacque a Benevento, lì uno spalmò c….a sulla maniglia di una porta”

L'ex attaccante giallorosso ricorda l'esperienza con la Strega per la nascita del suo soprannome e per un episodio particolare

Continua il percorso di Simone Tiribocchi nel mondo del calcio. Dopo una fortuna esperienza da opinionista sportivo, l’ex attaccante del Benevento ha ora iniziato la carriera da allenatore. Lo ha fatto partendo dal basso, dalla Seconda categoria milanese e dalla panchina del Città di Brugherio.

In una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, Tiribocchi ha ripercorso le tappe della sua carriera da calciatore, parlando anche dell’avventura in giallorosso: “Stavo pensando di smettere – rivela -, sono stato vicino a prendere questa decisione prima di firmare col Torino nel 1996. L’anno prima avevo preso una stanza con un altro compagno a Pistoia. Debuttai in B senza prendere un euro. Dopo feci un mese di prova a Napoli, ma niente, così andai al Toro e venni preso. Fu mio padre a spingermi a non mollare”.

Da lì è iniziata una lunga gavetta che lo ha portato anche nel Sannio: “Savoia, Siena, Benevento: fu qui che nacque il soprannome “Tir”. Poi andai ad Ancona dove arrivai insieme a Spalletti e lo feci subito arrabbiare. Colpa di una serata passata in discoteca che mi costò un problema alla schiena. Ma gli devo molto: era già un predestinato. E la sera, in albergo, ti sfidava a braccio di ferro. Io non sono un piccoletto eh, ma lui mi sfondò lo stesso. Ebbi un dolore al polso per giorni”.

A proposito di Benevento, Tiribocchi cita un episodio: La follia più grande vista in uno spogliatoio? A Benevento un compagno spalmò la c…a sulla maniglia della porta, mentre al Chievo Baronio trasformò il letto in una bara con tanto di croce sulle coperte”.

L’esperienza che ricorda più volentieri è quella di Lecce, dove realizzò 42 gol in due anni e mezzo: “Questione di incastri: fui pagato 3 milioni, il ds Angelozzi e il presidente Semeraro mi volevano. E in più c’era Papadopulo, che stravedeva per me. All’inizio fischi, ma la promozione in A fu top”.

C’è spazio anche per i rimpianti: “Se sono stato sottovalutato un po’ è stata colpa mia, mi sarebbe piaciuto giocare in una big e ho avuto l’occasione per farlo. Nel gennaio 2006 rifiutai l’Inter. A loro srviva una punta per la Coppa Italia. Un paio erano in Coppa d’Africa, altri erano infortunati. Ho avuto paura. E Moratti stravedeva per me”.

 

Subscribe
Notificami
guest

1 Comment
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
Mario Peca
Mario Peca
3 mesi fa

Ascoltate la sua intervista di un anno fa su YouTube nella quale racconta che si svegliò quando un tifoso beneventano gli diede due schiaffi…

Articoli correlati

Focus tattico per Floro Flores che lavora con il gruppo praticamente al completo...
Dal ritorno in Serie C, la Strega ha sempre perso al 'Veneziani': una tendenza da...
L'ex calciatore, oggi apprezzato opinionista di Sky Sport: "Sarebbe un traguardo importante per la città...

Altre notizie