Lunga intervista al Guardian per Fabio Cannavaro che ripercorre la sua carriera da allenatore. Un percorso travagliato che ora l’ha portato sulla panchina dell’Uzbekistan con cui sarĆ al Mondiale: “Ho avuto una carriera molto diversa dagli altri – ha dichiarato il tecnico napoletano -, ma sono pur sempre un allenatore italiano e un giorno spero di tornare e dimostrare le mie qualitĆ anche in Italia”.Ā
Cannavaro non riesce a nascondere la sofferenza per gli insuccessi raccolti finora e per un percorso non esattamente ricco di soddisfazioni: “Fu Lippi a convincermi ad andare in Cina. Dopo tre mesi, però, decise di andarsene dopo aver avuto una discussione con la societĆ . Eravamo in testa alla classifica e avevamo raggiunto gli ottavi di finale della Champions League asiatica, ma siccome pensavano che fossi solo il suo assistente, il club licenziò anche me. Quella squadra poi vinse campionato e Champions. Potete comprendere la mia frustrazioneā.
Parzialmente cancellata negli anni seguenti: “Sono andato in seconda divisione e abbiamo vinto il campionato. Successivamente sono tornato a Guangzhou, ma dopo tre anni il Covid ha stravolto tutto. Speravo di trovare qualcosa in Italia, ma la mia esperienza evidentemente non ĆØ stata apprezzata”.Ā
A dargli fiducia fu il Benevento e in particolare Pasquale Foggia: “Un amico direttore sportivo mi ha convinto a prendere il Benevento in Serie B. Non conoscevo il campionato, ma mi fidavo. La squadra però aveva troppi problemi. Ricordo una partita contro la Ternana: nel primo tempo abbiamo giocato strepitosamente ma nella ripresa non ce lāabbiamo fatta più (la Strega chiuse la prima frazione sul 2-0, ma nella ripresa si fece rimontare e perse 3-2, ndr). Più tardi ho scoperto di avere quattro giocatori con il Covid e nessuno me lāaveva detto. Infortuni strani, situazioni non facili. Il presidente mi ha esoneratoā.
Non semplici anche le tappe successive di un percorso a ostacoli: “E’ arrivata l’Udinese e ho pensato che fosse il momento giusto: squadra fantastica e gestione fantastica. Ci siamo salvati, ma una cosa positiva ĆØ diventata negativa. Ma per me lāUdinese ĆØ stata fondamentale: un posto fantastico, un club eccezionale. Sono bivi: o li prendi o vai altrove. Storia identica alla Dinamo Zagabria. Il direttore sportivo che mi aveva portato ĆØ stato licenziato ed ero sicuro che alla prima sconfitta avrebbero cacciato anche me. Mi hanno rassicurato, ma ovviamente dopo una sconfitta mi hanno esoneratoā.
Esperienze che lo hanno portato a riflettere sul suo futuro: āMi sono ritrovato in un circolo vizioso, mi sono sentito strano, scoraggiato. Ho pensato: ‘ComāĆØ possibile? Tutti gli altri sanno allenare e io non riesco a trovare niente?’. Volevo rimanere in Italia, sono pur sempre un allenatore italiano e spero un giorno di tornare e dimostrare le mie qualitĆ in Italia, ma non riesco a star fermo. Ora ĆØ arrivata questa opportunitĆ per il Mondiale, un’occasione che non ha prezzo. Avevo ricevuto altre offerte per la nazionale asiatica, ma non le avevo mai prese in considerazione. Questa invece sƬ perchĆ© ĆØ una nazionale giovane, con molti talenti. La federazione sta puntando tanto sulle giovanili e stanno venendo fuori buoni giocatori. Le nazionali Under 17, Under 19 e Under 23 vincono quasi sempre in Asia. Questo ĆØ stato un aspetto importante per me. La nostra sarĆ una squadra piuttosto giovane. Dobbiamo crescere sul piano fisico, maĀ gli uzbeki sono duri: gente che lotta, che non si arrende mai. Giocare contro di loro ĆØ una rottura di scatole”.



Il mister raccomandato. Stai zitto!
Vatt a dorm.
Troppo scarso ma raccomandato
Sei scarso questa ĆØ la veritĆ ..come giocatore sei stato un grande ma fare l allenatore sinceramente non ĆØ cosa toj
Pensiamo al Giugliano, che ĆØ l’unica cosa che conta al momento šā¤ļø
con quella mano a dire “Dammi i soldini”
A volte a stare zitti si fa più bella figura!
Mahhhh⦠vorresti dire che la colpa di tutto è del covid ????
Eccolo un altro fallito che parla
Anche quest’ anno š¤infortuni strani š¤ Salvemini quando recupera?