Una notte da sogno, un day after se possibile ancora migliore. Le giocate di Lamesta, le geometrie di Prisco, la saggezza calcistica di Maita, il tempismo di Tumminello. Che martedì, questo martedì, per i tifosi del Benevento. Gli occhi rimasti inebriati dal calcio frizzante con cui la squadra di Floro Flores ha liquidato la Salernitana, il cuore ancora palpitante per un derby andato oltre le più rosee aspettative. In un colpo solo la Strega ha firmato il sorpasso e demolito le certezze di una delle concorrenti per la promozione diretta, ora costretta a fare i conti con i possibili strascichi di una goleada che, comunque vada, resterà negli annali.
Superato il brivido iniziale causato dal palo di Ferrari, il Benevento ha messo sul bancone tutte le sue qualità. Non solo è riuscito a passare in vantaggio con la zampata di Pierozzi, ma ha dato finalmente prova della sua capacità di reazione a un episodio avverso. Finora era successo solo contro la Casertana, in un altro derby, sempre al Vigorito, alla seconda giornata. I rossoblu passarono in vantaggio con Leone, poi ci pensarono Salvemini e Lamesta a ribaltare il risultato. Sembrerà strano, ma da quel momento in poi nelle poche occasioni in cui il Benevento era stato chiamato a reagire non era mai riuscito a farlo. L’ultima, in ordine di tempo, proprio la settimana scorsa a Cosenza.
Un incentivo non da poco per Floro Flores, se si pensa al fatto che la decisione presa all’Fvs sarebbe stata in grado di stordire chiunque. Il gol fantasma convalidato, il pareggio di una Salernitana che stava vivendo un buon momento, i pensieri che rischiano di annebbiarsi improvvisamente. E invece è proprio lì che il Benevento ha dato il meglio, iniziando a macinare gioco e infierendo sui problemi difensivi della squadra di Raffaele. Il colpo di testa di Tumminello, pescato dalla pennellata mancina di un imprendibile Lamesta, ha anticipato di pochi minuti il contropiede che ha portato all’autogol di Capomaggio. Un uno-due micidiale che ha steso la Salernitana sul ring del Vigorito.
Un altro elemento non trascurabile: dopo la rovinosa sconfitta di Cosenza e l’allungo firmato dal Catania nella giornata di sabato, la Strega davanti al proprio pubblico aveva tutto da perdere. Eppure non ha accusato alcun tremore alle gambe, non ha pensato al rischio di scivolare a -5 dalla vetta; ha giocato a testa alta senza rinunciare ad attaccare anche sul cinque a uno. Le conferme arrivate dal centrocampo e il contributo di chi finora aveva brillato poco (si veda non solo Tumminello, ma anche Della Morte), conferiscono un valore doppio alla prestazione di una squadra che ora deve necessariamente guardare avanti e usare l’ultimo capolavoro come trampolino di lancio. Perché le regole della contesa non sono cambiate: non è un singolo risultato, seppur eclatante, a consacrare la regina del campionato, ma la continuità. La sfida con la Cavese è già alle porte. Vietato sbagliare.
Francesco Carluccio



Temevo che Flores schierasse Ceresoli braccetto, invece ha cambiato modulo e ha fatto l’esterno basso, ovvero il terzino sinistro