Nunziante non ha dubbi: “In Italia il talento c’è, ma serve coraggio: Benevento esempio virtuoso di come fare calcio”

Il portiere foggiano torna sull'esperienza della passata stagione: "E' stata molto formativa, purtroppo la promozione è sfumata anche perché l'ambiente alle prime difficoltà si è disunito: solo Vigorito ci è rimasto vicino"

Foto Figc.it

Obiettivo quarti di finale per l‘Italia Under 20 di Alessandro Nunziante che si appresta ad affrontare gli Stati Uniti per proseguire il proprio cammino nei Mondiali di categoria. L’appuntamento per gli azzurrini è per giovedì 9 ottobre, ore 16.30 locali/21.30 italiane allo stadio ‘El Teniente’ di Rancagua (diretta su RaiSport).

Nei giorni scorsi, il portiere cresciuto nel settore giovanile del Benevento ha parlato ai microfoni di Tuttomercatoweb, rivolgendo un appello al sistema calcio: “Questo Mondiale rappresenta una tappa importantissima del mio percorso – ha dichiarato l’estremo difensore foggiano -. Indossare la maglia della Nazionale è sempre un onore, l’ho ripetuto più volte e non mi stancherò mai di dirlo, era il mio sogno da bambino. Fare tutta la trafila delle giovanili azzurri è un grande riconoscimento del lavoro svolto e del processo di crescita compiuto anno dopo anno. Nell’ultima edizione del Mondiale Under 20 Desplanches è stato premiato come miglior portiere del mondiale, ha portato la squadra ad un passo dal titolo, eppure in quell’anno non giocava neanche in Serie C (nel Trento, ndr). In Italia il talento c’è, manca solo il coraggio per farlo emergere”.

Nunziante è soddisfatto anche dell’esperienza di Udine: “Non è stato semplice lasciare Benevento, sono legato alla società sannita e le sono riconoscente per quello che ha fatto per me. L’Udinese è un grandissimo club di respiro internazionale, lavora bene con i giovani. Le strutture sono formidabili e nulla è lasciato al caso. Con gli allenatori dei portieri Sergio Marcon e Kris Stergulc si è creato subito un ottimo rapporto, lavoriamo ogni giorno duramente per alzare sempre di più l’asticella. A Udine c’è una bellissima cultura del lavoro”.

L’esperienza di Benevento è stata molto formativa: L’anno scorso il Benevento ha puntato fortemente sui giovani, schierava cinque prodotti del vivaio nella formazione titolare. Era un esempio virtuoso di come fare calcio, associando la valorizzazione dei calciatori ai risultati sportivi. Siamo riusciti a mantenere il primo posto fino a gennaio, poi alle prime difficoltà l’ambiente si è disunito e sono cominciate le contestazioni. Solamente il presidente Vigorito è rimasto vicino a noi, dalla prima all’ultima giornata facendoci sentire il suo supporto. È stata un esperienza formativa, un campionato dalle due facce terminato con grande dispiacere e rimpianti per una promozione che poteva essere alla nostra portata”.

Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Floro Flores dà spazio a chi ha giocato meno e a diversi ragazzi della Primavera,...
Il patron sui rinnovi di Carli e Floro Flores: "Non è stato impostato ancora alcun...
L'ex tecnico giallorosso finisce ad allenare in Svizzera, nella squadra in cui Ezequiel Schelotto fa...

Altre notizie