Una multa di 400 euro. Tanto sono costati al Livorno calcio i cori che i propri tifosi hanno intonato a favore della Palestina, nel corso del match giocato martedƬ sera a Sestri Levante contro il Bra.
Per il Giudice sportivo si tratta di “propaganda ideologica non consentita” e per questo motivo ĆØ stata comminata l’ammenda. Scatenando la reazione della Curva nord livornese: “Riteniamo il comunicato della Lega calcio, la quale infligge a Livorno l’ennesima ammenda e diffida, minacciando la chiusura del settore della Curva Nord per aver manifestato un’ideologia ‘non consentita’, ovvero aver cantato cori in favore della Palestina e contro il genocidio in corso da parte dello stato di Israele, un grave atto di annullamento di ogni principio di democrazia garantito dalla costituzione italiana“. Gli ultrĆ del Livorno invitano poi tutti i tifosi che saranno in curva, per la partita interna con il Campobasso, “a testimoniare la propria solidarietĆ al popolo palestinese in qualsiasi maniera, rivendicando la libertĆ di ogni tifoso di mostrare la propria solidarietĆ verso chi ĆØ oppresso”.
Sulla questione ĆØ intervenuto anche il club amaranto:Ā “Il nostro intento ĆØ stato quello di comprendere meglio i criteri con cui si distingue la libera espressione del pensiero da ciò che viene ritenuto offensivo o lesivo nei confronti di soggetti terzi. Siamo consapevoli che la tifoseria livornese, da sempre attenta alle tematiche sociali e politiche, esprime la propria identitĆ anche attraverso cori e striscioni. Ć una tradizione che fa parte della storia del nostro club e che merita rispetto. Allo stesso tempo, riteniamo importante tutelare la societĆ da provvedimenti disciplinari. Non spetta a noi stabilire dove si collochi il confine tra opinione e oltraggio, ma riteniamo che il dibattito su questi temi debba essere aperto, trasparente e non ridotto a sanzioni automatiche“.Ā


