Senza quegli otto punti in meno, eredità scomoda della passata stagione, il Trapani sarebbe nel gruppetto che in questo momento comanda il girone C di Serie C, con un punto di vantaggio sul Catania, una lunghezza di ritardo dal Benevento e due dalla Salernitana, attuale capolista del girone.
Invece, al momento la formazione di Aronica si trova a navigare nei bassifondi della classifica, a occupare quel 17esimo posto che a fine stagione vorrebbe dire play out. Questo perché la società granata si porta dietro una zavorra pesante che però spera di alleggerire.
La vicenda è quella legata all’acquisto di crediti d’imposta risultati inesistenti, poi costata la retrocessione in Serie C al Brescia e il conseguente salvataggio della Sampdoria. Una questione che ora entra in una fase decisiva, perché in giornata si discuterà il ricorso presentato dal Trapani che, dopo la bocciatura della Corte federale d’Appello, ha deciso di rivolgersi all’ultimo grado della Giustizia sportiva, ossia al Collegio di Garanzia del Coni.
Il presidente della Prima Sezione, prof. avv. Vito Branca, ha fissato per oggi 26 settembre 2025, a partire dalle ore 14.00, la sessione di udienze in cui sarà discusso il ricorso presentato dai siciliani. Il Trapani, il presidente Valerio Antonini e il dirigente Vito Giacalone chiedono l’annullamento della decisione della Corte Federale d’Appello, che il 30 giugno aveva respinto il reclamo contro la sentenza di primo grado del Tribunale Federale Nazionale. Quest’ultima aveva inflitto al Trapani la penalizzazione di otto punti da scontarsi nella stagione sportiva 2025/26, oltre all’inibizione per sei mesi per Antonini e Giacalone. Ci sono poche speranze che le istanze dei granata possano essere accolte, ma è evidente che in caso contrario il Trapani potrebbe trovarsi con qualche punto in più proprio a pochi giorni dalla sfida con il Benevento.



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