Quarantuno giocatori sotto contratto. Basta questo dato per far capire come si orienterà il mercato del Benevento nei prossimi giorni. Sarà attivo soprattutto in uscita, perché c’è l’esigenza tecnica di lasciare andare a giocare chi ha bisogno di fare esperienza, ma anche di liberarsi di quegli elementi che non rientrano nel progetto. Finora il club giallorosso sul fronte cessioni è fermo a quattro movimenti: i trasferimenti a titolo definitivo di Alfieri e Nunziante rispettivamente a Sambenedettese e Udinese, la risoluzione del contratto di Sorrentino, poi finito al Cassino, e il prestito di Francescotti al Treviso.
E’ evidente, quindi, che se per quanto riguarda gli acquisti il grosso è stato fatto, non si può dire la stessa cosa per quanto concerne le uscite. Inevitabilmente, il lavoro di Carli si concentrerà proprio sulla necessità di fare spazio in organico, anche perché il Benevento continua ad avere sotto contratto quei giocatori con cui si è aperto lo scontro nel finale della passata stagione per via del piano ferie imposto.
Sono di fatto fuori rosa, visto che si allenano con tecnici diversi rispetto a tutti gli altri; la loro permanenza non ha condizionato la costruzione della squadra da mettere a disposizione di Auteri, ma comunque continuano ad avere un impatto pesante sul bilancio del club. Dai quasi 300mila euro guadagnati da Acampora fino allo stipendio più basso, quello di Lucatelli, si può azzardare una stima: secondo quanto riporta Il Sannio Quotidiano, gli esuberi costano al Benevento più di un milione di euro, al netto.
Piazzarli, o liberarsene attraverso un esito favorevole del contenzioso legale, consentirebbe al sodalizio di via Santa Colomba di risparmiare una cifra consistente anche perché al lordo il peso dei loro ingaggi è praticamente il doppio e inoltre c’è da considerare una cosa: anche se dovessero rimanere in giallorosso fino al termine della stagione e accomodarsi in tribuna come da qualche parte paventato, se la Strega dovesse raggiungere gli obiettivi prefissati, gli eventuali premi andrebbero riconosciuti anche a costoro, con ulteriore aggravio di costi. Ecco perché una soluzione dovrà essere trovata per i vari Berra, Acampora, Meccariello, Pinato, Agazzi, Viviani e Lucatelli.



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Il problema è sempre lo stesso: c’è qualcuno che se li compra?
Chi se li piglia a questi non giocatori,!? E affrettiamoci a liberarci di Perlingieri, altro inutile.