Cambi d’abito, sintonie e convivenza: cosa racconta il primo vero test del nuovo Benevento

Gli indizi lasciati dalla Strega nell'amichevole del "Francioni", dalla coppia Mignani-Salvemini alle fotografie della difesa

Sintonie da registrare, messaggi confortanti e step di crescita. Il primo vero test da Serie C di questo preseason consegna al Benevento diversi segnali interessanti, sotto tutti i punti di vista. Una lente d’ingrandimento puntata su ogni reparto che mette in luce i passi compiuti dalla nuova Strega, la direzione da seguire e cosa correggere di una traiettoria orientata verso l’obiettivo che conta. Tra gli appunti di Gaetano Auteri contro il Latina c’ĆØ spazio per tutti, dalla difesa all’attacco, perchĆ© la crescita passa anche da serate come quella del “Francioni”.

MIGNANI-SALVEMINI: PROVE DI CONVIVENZA

A cominciare dall’assetto tattico proposto dalla Strega, vestita dal 3-4-3 con Della Morte e Carfora a supporto di Salvemini nel primo approccio con il match. Insiste su questo sistema Auteri, pur cambiando più volte assetto nel corso dell’amichevole. Dalle prove di convivenza tra Salvemini e Mignani nel 3-4-1-2 disegnato per alcuni minuti – con Della Morte ad agire da trequartista – fino al 3-5-2 classico con Ricci nei panni di mezzala e una coppia ‘leggera’ davanti, composta dal nuovo arrivato ex Pianese e da Lamesta, protagonista della ripresa giallorossa.

In attacco 22′ da coinquilini offensivi per Mignani e Salvemini. Il 3-4-1-2 ĆØ il modulo scelto da Auteri per questo primo crash test in zona gol. Prove d’intesa tra i due, con movimenti alternati: l’ex Pianese si mette subito in mostra con un colpo di tacco che fa partire l’azione giallorossa ma ĆØ bravo soprattutto nel primo appoggio – scarico di prima, spalle alla porta – per poi scappare alla ricerca di posizione e profonditĆ . Con Mignani accanto il pregio di Salvemini ĆØ quello di riuscire a offrire meno riferimenti all’avversario, aprendo maggiormente le maglie nerazzurre: le prove durano un quarto di partita, fino al gol dell’ex Cerignola e al cambio.

MAITA INDICA LA ROTTA

Al centrocampo di Auteri manca ancora velocitĆ , soprattutto in verticale, e serve maggior fiducia tra i movimenti disegnati con gli esterni. C’ĆØ Maita al centro della scena. L’ex Bari cerca spesso l’imbucata, anche in situazioni complicate: la giocata ideale per rompere la linea avversaria, ma nĆ© Ricci nĆ© Ceresoli riescono ad assorbirne l’efficacia. Le urla di Auteri si dividono tra Carfora, chiamato ai movimenti in alternanza con Ricci in fase di marcatura e alla necessitĆ  di aprire più spazi sulla sua trequarti. E proprio l’ex Cosenza, cercato dal tecnico nelle fasi di ripiegamento della sua Strega.

Il pacchetto arretrato composto da Borghini, Scognamillo e Ceresoli presenta sul tavolo più carte da giocare, tra pregi e difetti. Borghini non ha ancora il passo dei giorni migliori, come ĆØ normale che sia per una squadra in piena fase di preparazione, con gambe pesanti e ritmi serrati. L’ex Albinoleffe sa giocare d’anticipo e ‘staccarsi’ dalla sua linea per proporsi oltre la diga di centrocampo, ma ad ogni pallone perso dalla Strega si aprono spazi interessanti per Ekuban e soci che mettono in mostra la necessitĆ  di migliori sintonie arretrate. Lo stesso Auteri insiste su questo concetto dalla panchina: “Non dobbiamo perderla lƬ”, sottolinea il tecnico che lavora, e tanto, sul possesso.

PROVE DI SINTONIA IN DIFESA

Scognamillo da torre centrale di difesa ha più responsabilitĆ  e meno libertĆ  d’azione: porta a casa il massimo, senza straordinari, sgomitando contro un avversario più rapido e che sa come metterlo in crisi. Con Saio nella ripresa il Latina ha meno spazi e non sfonda, la Strega respinge la pressione e doma i ritmi del match ridotti dalla fatica. Ceresoli mette in mostra lampi positivi da esterno e sulla trequarti, portandosi al cross sia per Salvemini che in altre zone insidiose. Da terzo in fase difensiva può crescere ancora tanto, anche nel gioco di sintonie con i propri compagni di reparto.

Ancora un fattore il gioco aereo per il Benevento: di Scognamillo l’incornata più insidiosa della serata. Copione che può dare tanto alla Strega ma che la squadra di Auteri non sfrutta: troppi i corner bassi sul primo palo disegnati dai giallorossi, scenario simile anche sui calci di punizione da posizione defilata.

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