Trentanove gol realizzati in 76 partite disputate nelle ultime due stagioni: sono questi i numeri che porta in dote Guglielmo Mignani, nuovo attaccante del Benevento. Il club giallorosso ne ha ufficializzato l’acquisto a titolo definitivo dalla Pianese, a cui ha garantito un corrispettivo economico pari a 500mila euro, mentre il classe 2002 – dopo aver svolto le visite mediche in mattinata – ha firmato un contratto di tre anni.
L’ennesimo investimento importante da parte del club del presidente Vigorito, stavolta su un giocatore che arriva nel Sannio con l’obiettivo di trovare la sua definitiva consacrazione, dopo aver fatto vedere cose egregie nella prima stagione tra i professionisti, con la maglia della Pianese. Buono l’impatto (5 gol nelle prime 18 partite), ma la vera svolta per lui c’è stata con l’arrivo in panchina di Alessandro Formisano: è con l‘ex tecnico delle giovanili del Benevento che ha ingranato la marcia giusta, al punto tale da realizzare 13 reti nelle 21 gare disputate con l’allenatore napoletano alla guida della squadra toscana.
Il Benevento era evidentemente nel suo destino, anche perché per la sua crescita è stato fondamentale un altro ex giallorosso: Gill Voria. E’ stato il suo allenatore ai tempi in cui militava nell’Under 17 del Siena, in particolar modo nell’annata conclusa con 27 gol messi a segno in 20 partite, che poi gli ha permesso di spiccare il volo verso il vivaio della Fiorentina. “Voria mi ha formato tantissimo, soprattutto dal punto di vista caratteriale”, ha raccontato Mignani in una recente intervista.
Carattere che gli ha permesso di affrontare le difficoltà che si sono palesate lungo il percorso. L’approccio con il calcio dei grandi per il classe 2002 non è stato esattamente agevole. Tutt’altro. Mignani infatti ha fatto fatica a trovare una sua dimensione. Imporsi in Serie D non è stato semplice e lo dimostra il fatto che ha dovuto girare parecchio prima di iniziare a rendere con continuità: è tornato a Siena – dove ha avuto Gilardino allenatore -, poi Carpi, Lornano Badesse, Poggibonsi e infine l’Orvietana.
Quello che sembrava un passo indietro per la carriera, è diventata in realtà la base del rilancio. E’ proprio con l’Orvietana che è ripartita la rincorsa. In mezza stagione, ha realizzato sei gol in 19 partite, guadagnandosi la chiamata della Pianese con cui ha vinto da protagonista il campionato di Serie D l’anno successivo, per poi dare un contributo decisivo anche nella stagione del ritorno tra i professionisti del club di Piancastagnaio, conclusa con l’ottavo posto finale e la qualificazione ai play off per la promozione in Serie B.
I numeri non mentono: Mignani ha messo la firma sul 35% dei gol realizzati dalla Pianese nello scorso campionato. Non ha doti tecniche eccellenti, non ruberà mai l’occhio per giocate eleganti, ma l’area di rigore è il suo regno: è lì che riesce a esprimere al meglio le sue qualità che sono soprattutto la rapidità dei movimenti, il tempismo, la capacità di sfruttare bene il fisico. Il vero pezzo forte del suo repertorio, però, è l’attacco alla profondità sempre incisivo: il classe 2002 sa come correre con o senza il pallone e come tagliare con i tempi giusti alle spalle dei difensori avversari per finalizzare l’azione. Del resto, ha sempre detto di avere come modello di riferimento Ciro Immobile.
Per Auteri può essere un’arma in più da utilizzare sia dall’inizio che a gara in corso, specialmente in certi contesti tattici, così come potrà essere impiegato da terminale offensivo o da spalla di Salvemini. Per rispondere ai canoni del calcio auteriano, però, Mignani dovrà migliorare in particolar modo in alcuni fondamentali: la gestione del pallone nello stretto e la capacità di raccordare il gioco. Così potrà diventare un attaccante completo.
L’HEATMAP DI MIGNANI

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