Non c’è solo la situazione della Triestina ad agitare il sonno di Matteo Marani e dell’intera Lega Pro. Oltre alla società alabardata, infatti, anche il Rimini non ha saldato nei tempi previsti gli stipendi di maggio ai tesserati cosa che inevitabilmente comporterà una penalizzazione in classifica da scontare nel prossimo campionato.
Potrebbe essere di due punti, ma non è da escludere che la penalizzazione possa raggiungere i quattro punti nel caso in cui non siano stati pagati nemmeno i contributi. La cosa ha inevitabilmente creato sconcerto nel capoluogo romagnolo, al punto tale che sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco: “Nelle ultime settimane in parecchi mi fermano per chiedere se sappia qualcosa della Rimini Calcio. Io so quello che si legge su giornali, media e social, ma il punto vero è che in questo silenzio incerto di informazioni e spiegazioni si alimenta ogni giorno di più un clima di dubbio tra i tifosi e non solo. Alcuni adempimenti arrivati in extremis e altri ancora da definire proprio in queste ore sul fronte delle obbligatorie scadenze federali sono ceppi su un fuoco che, a mio avviso, dovrebbe essere subito spento o comunque spiegato. Ho grande stima per la proprietà e la società che ha in mano la Rimini Calcio. Ha dimostrato in appena due anni non solo di tenere alla prima squadra ma a un rapporto più complessivo e duraturo con il contesto riminese. Le soddisfazioni sportive dell’ultima stagione, con la storica conquista della Coppa Italia e un onorevole campionato, sono chiaramente un fiore all’occhiello, quello più evidente ed esaltante per i tanti appassionati biancorossi. Ma per Rimini è altrettanto importante l’investimento che la Presidente Stefania De Salvo e Stefano Petracca hanno fatto sul recupero dell’area sportiva della Gaiofana o l’annunciato impegno con Aurora Immobiliare per la realizzazione del nuovo stadio. Proprio per queste motivazioni, le difficoltà e i silenzi delle ultime settimane lasciano perplessi. Vista e considerata la reciproca e sincera ‘apertura di credito’ tra società e tifosi, tra proprietà della Rimini Calcio e città, ritengo opportuno venga diradata questa coltre di incertezza con la semplicità di spiegazioni e informazioni non equivocabili. Lo dico con profondo rispetto e, allo stesso tempo, con la consapevolezza che adesso tutto ciò sia necessario. Mi permetto di aggiungere questo: la storia ultracentenaria della Rimini Calcio è punteggiata da esaltanti alti e altrettanti e devastanti bassi. Siamo andati avanti, accettando anche fallimenti e sconfitte epocali ma pretendendo sempre e comunque chiarezza di intenzioni. Con il massimo affetto, e prima di tutto da riminese e sportivo, chiedo oggi questo alla proprietà. Se ci sono novità, cambiamenti di programma, dubbi o rilanci, ora è il momento di condividerli con Rimini. C’è la stagione agonistica, c’è la passione biancorossa ma ci sono anche i progetti che stanno impegnando porzioni urbane e finanziamenti pubblici. Sono sicuro che questo appello sarà ascoltato”.


