Iscrizioni, settimana calda in Serie C: Lucchese spacciata, ma tremano altre cinque società

Da monitorare, in particolare, la situazione della Triestina, ma il futuro è incerto anche per Ascoli, Foggia, Brescia e Cosenza

Ancora pochi giorni d’attesa per capire se le preoccupazioni legate alla scadenza del 6 giugno per la presentazione delle domande d’iscrizione al campionato di Serie C siano fondate o meno.

Entro le 23.59 di venerdì, infatti, i club di terza serie dovranno presentare la documentazione per ottenere la Licenza nazionale e ottenere così il via libera alla partecipazione al torneo 2025/26. Uno scoglio tutt’altro che agevole, anche alla luce della decisione della Figc, su spinta della Lega, di inasprire i criteri finanziari, con l’obiettivo di evitare brutte sorprese a campionato in corso, come accaduto nella stagione da poco andata in archivio.

Diverse società rischiano di restare incagliate. Alcune hanno risolto con affanno le problematiche, altre si apprestano a farlo (è il caso della Casertana che attende dal Comune la certificazione per l’utilizzo dello stadio ‘Pinto’), ma c’è anche chi continua a essere in grande difficoltà. Al momento, in bilico ci sono almeno sei società. La Lucchese appare spacciata, a maggior ragione dopo il fallimento, e la stessa fine rischia di fare la Triestina, dove i tifosi hanno deciso di ritirare il marchio dopo la pesante penalizzazione da scontare nella prossima stagione e dalla società non arrivano messaggi tranquillizzanti.

Silenzio totale a Cosenza. Da mesi si parla di una trattativa per il passaggio di quote societarie, senza che però si sia arrivati a una definizione. Situazione simile anche ad Ascoli, con Pulcinelli che ha manifestato più volte l’intenzione di vendere, senza riuscire a concretizzare questo proprio intento, almeno per ora. Il patron ha garantito l’iscrizione in ogni caso: accadrà veramente? Vedremo. A Foggia invece è attesa nella giornata odierna la conferenza stampa di Canonico per fare chiarezza, mentre a Brescia si attendono le mosse di Cellino: il patron dovrà versare almeno sei milioni di euro per evitare il fallimento, a netto di quello che accadrà con i vari ricorsi avverso la retrocessione in Serie C.

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