Non usa parole di prammatica Gaetano Auteri. Il primo commento dopo la cocente eliminazione dai play off ad opera della Juventus Next Gen, il tecnico del Benevento va dritto al punto nel corso del suo intervento a Ottogol, in onda su Ottochannel.
“Non sempre questo gruppo ha dato tutto. Fin quando c’ĆØ stata unitĆ d’intenti, abbiamo dimostrato di poter essere molto competivi. Quando l’alchimia s’ĆØ sfaldata per mille motivi, sono cominciati i problemi. I calciatori devono fare i calciatori, ognuno deve occuparsi del proprio ambito, quando invece c’ĆØ un po’ di commistione, si riflette sul campo. Questo ĆØ quello che ĆØ avvenuto. Lāepilogo ĆØ giusto. Non serve parlare della partita. Eā quello che dal punto di vista morale ci siamo meritati. A un certo punto non c’ĆØ più stato rispetto per la maglia e unitĆ d’intenti”
SPOGLIATOIO – Il campionato ha detto tante cose. Tosca non c’era, Capellini ha giocato nonostante uno stato influenzale risolto all’ultimo momento. Ma non ĆØ questo il punto. Mi riesce molto difficile fare commenti. In alcuni momenti in cui si sono persi delle certezze, ĆØ la prima volta che da quando alleno ho avvertito quotidianamente di non essere più seguito o poco seguito. Questa ĆØ una diretta conseguenza di alcune cose di cui abbiamo tutti responsabilitĆ . Quando mi ĆØ stato riferito che qualcuno al mio esonero ha festeggiato non volevo crederci, ritengo che questa la dica lunga. Il calcio oggi va cosƬ, ĆØ un mondo un po’ turbato perchĆ© basta poco a un calciatore per ottenere tanto. Anche quando sono tornato ho percepito queste disfunzioni all’interno del gruppo, si ĆØ perso il concetto di squadra.Ā
MERCATO – “Ci sono stati quasi quotidianamente confronti con il direttore e il presidente. Io dal punto di vista delle valutazioni sul gruppo le ho sempre fatte. Ho detto quello che dovevo dire sempre, anche quando era il caso di aumentare la competizione all’interno della squadra. Il nostro momento particolare ĆØ capitato proprio quando bisognava fare mercato, anche se io sull’aspetto tecnico le analisi le ho sempre fatte a tempo debito. Io faccio l’allenatore, se vuoi prendere o non prendere dipende dalla societĆ . Se ho chiesto dei giocatori a gennaio? A questo tipo di domande non risponderò mai. Io ho sempre lavorato in sintonia con la societĆ , allenando il gruppo di giocatori che mi mettevano a disposizione. Andare a dire delle cose col senno di poi non ha senso. Abbiamo fatto delle valutazioni che i fatti ci dicono non esser state corrette. Portare all’esterno queste valutazioni non serve a nulla”.Ā
SQUADRA – “I giovani sono fatti cosƬ. Il nostro problema ĆØ stata quello che ho detto prima, perchĆ© ho avuto la sensazione di non essere seguito. Motivi ce ne sono tanti, alcune cose si possono dire, altre ĆØ meglio non dirle. Pensavo che la squadra in quel momento stesse avvertendo la responsabilitĆ , invece le motivazioni erano altre, perchĆ© troppi hanno inseguito obiettivi personali, senza mettersi a disposizione della squadra. Quando un compagno si permette di giudicare un altro compagno per seguire obiettivi personali non si arriva ai risultati. A un certo punto abbiamo perso il concetto di squadra”
FUORI ROSA – “Ho sempre avuto rispetto per tutti quelli che ho allenato, soprattutto di quelli che hanno senso di appartenenza, voglia di sposare il progetto. Prima quando trovavo gente che non era allineata, dopo una fase dialogo intervenivo drasticamente. Come bisognava intervenire al mio ritorno? C’erano delle partite da giocare e speravamo di risolvere i problemi, avevamo i play off da giocare e contavo di compattare tutti. Ho avuto la tentazione di prendere alcuni e metterli da parte, poi ci ho ripensato e ho provato a coinvolgerli tutti e questo ĆØ stato l’epilogo finale perchĆ© quello che semini raccogli. A un certo punto abbiamo perso la sacralitĆ del campo”
ENTUSIASMO – “Mi permetto di suggerire a tutto lāambiente che il contesto in cui si sta andrebbe sempre valorizzato. Si sono fatte cose incredibili in passato, ma può capitare a tutti fare fatica a riemergere. Chi vuole veramente bene a questa squadra, chi ci tiene al Benevento, deve prenderne atto e andare a sostenere sempre a prescindere. Onestamente mi ĆØ dispiaciuto sentire qualche contestazione alla proprietĆ . Prendetevela piuttosto con i giocatori o con lāallenatore ma non con la societĆ “
CONTRATTO – “Non ho mai avuto bisogno di contratti. Sto pensando di dare un esempio: se la societĆ vorrĆ rescindere subito sono disponibile, anche se continueremo ad allenarci ancora per molto tempo. Credo che nella vita andare a cercare i soldi soltanto, deve ricordarsi dei doveri. Vorrei che fosse un esempio e che tanti che hanno dimostrato di non stare bene in questo contesto potessero fare altrettanto“
LAMESTA – “Nei primi tre mesi era un idolo, adesso ĆØ un altro calciatore, ma semplicemente perchĆ© dietro ogni calciatore c’ĆØ sempre un aspetto personale che va tenuto in considerazione. Nel momento di difficoltĆ , i compagni di squadra non l’hanno aiutato, anzi lo hanno preso di mira”
GIOVANI – “Il campo quando esprime dei valori in un arco di tempo definito e poi li esprime esattamente al contrario, significa che c’ĆØ una via di mezzo. PerchĆ© quello espresso nella prima parte di stagione ĆØ il potenziale, poi c’ĆØ il percorso formativo. Qua ci sono dei giovani di valore per la categoria, bisogna sempre vedere cosa vuoi ottenere, ma soprattutto devi educarli alla professione, all’atteggiamento. Sono passaggi obbligati. Certo da soli i giovani non possono risolvere nulla, devi sempre che cosa vuoi ottenere. Prisco ĆØ un giocatore di qualitĆ , Talia lo ĆØ altrettanto e pure Perlingieri se capirĆ meglio alcune cose.Ā
OBIETTIVO INIZIALE – “Si gioca sempre per vincere, questo tipo di atteggiamento e di mentalitĆ ho sempre provato a trasferirlo alla squadra”.Ā
FUTURO – “Restare? Ho due risposte, una d’istinto e una con la ragione. Ho un ottimo rapporto con Vigorito, ma il lavoro ĆØ un’altra cosa. Il presidente ĆØ una persona che stimo per i valori che ha, ma da tanto tempo, poi ognuno di noi può sbagliare”
Seguici su
Aggiungi calciobenevento.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.



Vorrei dire alla Curva Sud a chi aspetta a mettere uno striscione contro i veri ed unici responsabili dello schifo visto questo compionato, ossia i GIOCATORI….
Non ci voleva tanto a capirlo in questa squadra tanti ha fine contratto non hanno più giocato
Auteri ĆØ una persona per bene, come lo sono, senza alcun dubbio, anche Carli e Vigorito, ma non bisogna confondere questo con LA CAPACITĆ PROFESSIONALE. Ed ĆØ innegabile che staff tecnico e societĆ abbiano dimostrato la loro scarsa capacitĆ . AUTERI, aveva il dovere di escludere quei calciatori di cui non si fidava e di PRETENDERE a gennaio i rinforzi. CosƬ come doveva provare altre soluzioni tattiche, quando non aveva gli uomini adatti al suo schema di gioco. CARLI avrebbe dovuto trovare, soprattutto a gennaio, le soluzioni per cedere i calciatori non idonei alle idee dell’allenatore e ACQUISTARE I RINFORZI che… Leggi il resto Ā»
Ma quale pulizia, abbiamo in organico ancora Acampora, Viviani, Tosca, Capellini, gente che viene solo da retrocessione,questi dovevano essere i primi ad andare via, poi si sono aggiunti altri e lo spogliatoio e saltato non si aiutavano neanche tra di loro vedi che gentaglia, Vigorito e i suoi seguaci cosa hanno controllato.
Hai portato ai play of una squadra stanca e demotivata con gente fuori ruolo Vattene che sei uno dei più ciuccio di allenatore visto a B N
Grazie mister
Ora si può mister, aiuta il presidente a fare pulizia, senza remore, i nomi di chi non merita di indossare questa maglia.
I nomi? Sei sicuro che ĆØ necessario chiederli ad Auteri? togli i giovani che hanno la scusante della giovane etĆ e poi metti la lista al completo