Il Messina è a un passo dal baratro. La nuova proprietà continua a non rispettare le scadenze e la vecchia non ha alcuna intenzione di riprendere la plancia di comando. Lo ha chiarito l’ex proprietario del club peloritano, Pietro Sciotto, che in una lettera inviata alla Gazzetta del Sud ha chiarito l’intenzione di non esercitare la clausola rescissoria per tornare in possesso della società.
“Scrivo questa lettera al termine di una lunga e complicata storia che mi ha visto impegnato in nome della Fede e dell’Amore per l’Acr Messina Calcio. Scrivo questa lettera perché troppo spesso il nome mio e della mia famiglia è stato calpestato e umiliato”, ha esordito Sciotto, descrivendo il suo impegno come “la continua, frenetica e spesso difficilissima ricerca di soluzioni per poter ottenere fra mille difficoltà i migliori risultati, per cercare di colmare lacune, nell’indifferenza assoluta di chi avrebbe potuto e dovuto aiutarmi”.
Per scongiurare il peggio, si sta muovendo Valerio Antonini, attuale patron del Trapani: “Il Messina non deve fallire, lavoro per trovare una via d’uscita” ha detto l’imprenditore laziale intervenendo ai microfoni di TeleSud. “Ormai mi sento un siciliano adottivo e sto lavorando per trovare una soluzione che possa garantire un futuro al Messina. La situazione è complicata, ma non si può permettere che questa squadra finisca nel baratro. Si deve trovare la soluzione per non far fallire il club e impedirgli di finire in Eccellenza. Serve una proprietà forte, con un progetto di sviluppo serio, per ripartire dalla Serie D e tornare il prima possibile tra i professionisti. Considerato che al momento nessuno si sta facendo avanti, ho detto al Sindaco che sono disposto a mettermi al tavolo per trovare una soluzione che consenta di chiudere il campionato e di ripartire il prossimo anno in Serie D con dignità. L’obiettivo è costruire una proprietà diversa, con basi solide, per riportare il Messina dove merita”.



Si facesse avanti qualche imprenditore importante anche per noi e invece no, noi dobbiamo lottare tra dubbi di permanenza del nostro grande imprenditore