Un altro Benevento è possibile. Non nei principi di gioco, che restano intoccabili, ma negli interpreti sì. E’ questo il segnale arrivato dal derby con l’Avellino, sfida in cui la Strega ha evitato la sconfitta grazie alla forza della panchina.
Non è la prima volta che accade. Basti pensare che in un terzo dei gol realizzati finora dalla formazione giallorossa c’è stato lo zampino di chi è subentrato a gara in corso. Sette le reti di giocatori partiti inizialmente in panchina (quattro volte Lanini, due Viviani e una Pinato), quattro invece gli assist vincenti (Perlingieri, Acampora, Simonetti e Starita). In totale, in undici circostanze le risorse utilizzate a match iniziato hanno saputo essere determinanti: nel girone meridionale, solo due squadre possono vantare numeri migliori, vale a dire il Picerno (con tredici) e il Catania (con dodici).
La dimostrazione che tra quelli in attesa ci sono elementi affidabili, in grado di prendere il posto di qualche colonna portante che magari non sta attraversando un momento di forma brillante. Da capire se il segnale arrivato domenica pomeriggio al ‘Vigorito’ possa rappresentare l’inizio di un periodo in cui le gerarchie potrebbero essere riviste, fatto sta che in un momento della stagione in cui qualche giallorosso ha palesato la necessità di tirare il fiato, potrebbe esserci la possibilità di vedere dall’inizio chi finora non l’ha mai o quasi mai fatto.
Scontato pensare agli uomini decisivi del derby per la partita di Taranto, in cui potrebbe essere fondamentale la freschezza, sia atletica che mentale, di chi spesso e volentieri finora si è limitato a guardare i propri compagni. Il centrocampista bresciano, ad esempio, potrebbe prendere il posto di un Prisco che ultimamente è apparso meno brillante, ma pure Starita spera in un’occasione, così come Lanini insegue una conferma. Stanno bene anche Meccariello e Ferrara, senza dimenticare Borello: insomma, Auteri ha l’imbarazzo della scelta.



Io giocherei cosi: Manfredini, Berra, Capellini, Meccariello, Ferrara; Talia, Viviani, Simonetti; Starita, Lanini, Borello.
Serve recuperare un po di energie, dare fiducia a chi ha giocato meno e dare il massimo in una gara che potrebbe avere sorprese (anche extra campo, se il Taranto continua a non pagare gli stipendi potrebbe essere squalificato e perderebbe tutte le partite a tavolino).