I numeri di questo avvio di stagione non mentono: in trasferta è tutto un altro Benevento. Il rendimento esterno altalenante della Strega fa da contraltare al percorso netto al ‘Vigorito’, dove finora sono stati raccolti 12 punti sui 12 disponibili, andamento condito da 14 reti realizzate e tre al passivo.
Ben altro passo lontano dai confini cittadini, dove i giallorossi hanno conquistato quattro punti in altrettante partite, messo a segno appena due reti (solo Turris, Messina e Taranto sono riusciti a fare peggio) e subito altrettante (l’unica ad aver fatto meglio finora è il Picerno). Davanti a numeri del genere viene spontaneo parlare di mal di trasferta, ma in realtà la questione andrebbe vista pure sotto un’altra prospettiva.
Il differente rendimento tra casa e trasferta, infatti, si può spiegare anche analizzando le caratteristiche e il modo di interpretare le partite degli avversari finora affrontati. Del resto, lontano dal ‘Vigorito’ nessuno ha avuto il coraggio di accettare il confronto con la Strega e questo spesso ha finito per fare la differenza e per complicare i piani di un Benevento che deve imparare anche ad affrontare questo tipo di antagonisti.
E’ un ulteriore step che dovrà fare una squadra che, dal punto di vista del percorso di crescita, probabilmente è più avanti del previsto. Non era affatto scontato, infatti, che a questo punto della stagione la truppa di Auteri potesse trovarsi a guardare tutti (o quasi tutti) dall’alto verso il basso.
Al contrario, erano preventivabili maggiori difficoltà perché non bisogna dimenticare come la Strega ha approcciato a questa stagione: ossia dovendo fare i conti con criticità di non poco conto. Su tutte, l’infortunio di Nardi che ha di fatto costretto la società a ridisegnare il proprio centrocampo e a reintegrare giocatori come Acampora e Viviani, in un primo momento messi in lista di sbarco.
Il tutto senza dimenticare che questo gruppo ha al proprio interno giocatori che devono (o forse, dovevano) acquisire dimestichezza con la categoria e giovani evidentemente non abituati a stare all’interno di una rosa che culla ambizioni di vertice. Situazioni che avrebbero potuto complicare l’avvio dei giallorossi, ma il pericolo è stato scansato grazie all’identità chiara che Gaetano Auteri è riuscito a dare alla sua creatura e anche grazie alla capacità di incidere da subito mostrata dai rappresentanti di quella linea verde che la società ha deciso di innestare sulla spina dorsale della squadra arrivata fino alla semifinale play off. Ecco perché a questo Benevento vanno fatti solo gli applausi.



E anche questo è vero…mai dare nulla x scontato