Quel gol da 40 metri è destinato a far discutere ancora a lungo. Non per la sua straordinaria bellezza, ma perché non è stato visto da arbitro e assistente che hanno rischiato di prendere un clamoroso abbaglio, se non fosse stato per l’intervento decisivo del quarto ufficiale. Il protagonista dell’episodio è stato Francesco De Felice, attaccante della Turris e autore della rete del momentaneo 2-1 contro il Benevento.
Cosa è accaduto in quei momenti, il giorno dopo la partita che non dimenticherà mai col gol che sembra la metafora della vita, lo racconta proprio lui, l’attaccante della Turris originario di Scafati che appena può prova il gol impossibile da centrocampo. “È vero – ha raccontato in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno – è un colpo che provo sempre. E per la prima volta in 27 anni mi è andato bene, anche se ho rischiato l’infarto vedendo che l’arbitro non concedeva il gol”.
Scherzi di una traiettoria incredibile. Dell’effetto ottico del pallone che da centrocampo entra in porta ma che poi esce immediatamente. “E’ gol! E’ gol! Io e i miei compagni siamo corsi vicino all’arbitro. Ma era convinto che il pallone non avesse oltrepassato la linea di porta. Allora chiediamo alla guardalinee di correggerlo. Ma anche lei dice «non è gol: il pallone ha toccato la traversa ed è tornato in campo!». A quel punto, si scatena il parapiglia in campo. In serie C non c’è né il Var né la gol line technology che può mettere tutti d’accordo. Ognuno, allora, assume la sua parte in commedia: “Alcuni giocatori del Benevento, pur essendosi accorti che era gol, hanno cercato di fare i furbi continuando a giocare come se nulla fosse. Altri sghignazzavano. Altri ancora erano imbarazzati. Solo alcuni lo ammettevano: era gol”.
A togliere l’arbitro, il signor Leonardo Mastrodomenico di Matera, e la sua prima assistente, la signora Giulia Tempestilli di Roma, dai guai ci ha pensato il quarto uomo, il signor Claudio Giuseppe Allegretta di Molfetta. “E’ stato lui a richiamare l’attenzione del direttore di gara e a prendersi la responsabilità di dirgli che era gol. Così, ho potuto esultare di nuovo: la partita era riaperta”. La Turris non è riuscita comunque a evitare il ko, ma De Felice ha comunque festeggiato: “Non faccio altro che rivedere il gol che ho fatto, mi stanno giungendo tantissimi messaggi di complimenti e, anche se abbiamo perso, sono contentissimo. Ho coronato il mio sogno da bambino, da quando ho cominciato a giocare nella scuola calcio di papà Carlo e di zio Rinaldo. Tutti, dai miei nonni che non ci sono più fino a mia mamma Nunzia e alla mia ragazza Barbara, hanno fatto grossi sacrifici per farmi prendere questa soddisfazione. E il gol più pazzo del mondo lo dedico a loro”.
De Felice un pensiero lo dedica anche all’arbitro e alla segnalinee che non si sono accorti che il pallone da lui calciato era entrato dentro la porta. “Hanno commesso un errore tecnico grave, ma spero che non li sospendano. Che la loro carriera non sia compromessa. Anzi, alla guardalinee che ha detto che avevo colpito la traversa, manderò un mazzo di fiori”.
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Non lo aveva capito nemmeno lui.