Scrivere un’altra bella pagina di Benevento. E’ con questo obiettivo che Gaetano Auteri si è ripreso la panchina della Strega, bisognosa di essere tirata fuori da una spirale negativa di risultati e di prestazioni che l’ha spinta quasi ai margini della zona play off. Dopo due giorni di allenamento intenso sul campo, per il tecnico siracusano è arrivato il momento della presentazione.
IMPATTO – “Abbiamo fatto finora cinque allenamenti consecutivi e l’impatto è stato sicuramente positivo, perché ho trovato disponibilità. Purtroppo sono dinamiche che si verificano nel mondo del calcio, ora si comincia un percorso nuovo e bisogna fare un piccolo esame di coscienza su ciò che non ha funzionato finora. Questo è un gruppo che complessivamente ha qualità, ma non l’ha espresse pienamente e non sempre è colpa dell’allenatore”
DIFFICOLTA’ – “Di partite ne ho viste tante, soprattutto di C e in particolar modo del Benevento. Ne ho viste di continuo. Qualche problema c’è, perché questo è un gruppo forte per i parametri della categoria e se si è visto in modo discontinuo i motivi dobbiamo andare a ricercarli e possibilmente risolverli. Cercherò di dare input, ma soprattutto cercherò di valorizzare le risorse di questo gruppo che sono importanti. Dobbiamo giocare da squadra, alzare ritmi, avere grande senso di appartenenza per questa maglia e per la comunità calcistica che noi rappresentiamo. Il nostro primo obiettivo deve essere quello del 6 gennaio della partita con la Turris e avere subito un impatto diverso rispetto al recente passato. Avere un’identità forte di squadra, questa è la priorità”
RECUPERO GIOCATORI – “Sono puro e sono vergine, nel senso che non vivo di fatti precedenti, amo constatare con i miei occhi. Capisco poco giocatori che hanno un contratto e che vogliono andare a giocare altrove, ci sono impegni ben precisi. Io voglio soltanto vedere, voglio le dimostrazioni in campo sotto tutti i punti di vista: gli spazi ci saranno per tutti, chi dimostrerà attaccamento, senso di appartenenza e voglia avrà i giusti meriti e la giusta ricompensa”
CHIAMATA PRESIDENTE – “Speravo nella chiamata del presidente Vigorito. Questo è un posto a cui sono affettivamente legato, un piccolo nodo in gola dopo la promozione mi era rimasto. Il presidente è una grandissima persona e questo fatto di potergli essere utile mi ha fatto emozionare. Sono qui per proseguire quel lavoro interrotto”
RISCHI – “Facendo questo lavoro non si può pensare ai rischi delle proprie scelte. Non l’ho fatto. Quello che appartiene al passato rimane, ma ora si resetta tutto. Amo pensare all’immediato presente e al futuro, perché nel mondo del calcio conta quello che è e quello che deve avvenire”
OBIETTIVI – “Mi riterrò soddisfatto se faremo partite da squadra vera. Se riusciremo con continuità a esprimere bene i concetti che abbiamo in mente, se saremo predisposti mentalmente a dare il massimo e anche oltre, i punti saranno una naturale conseguenza. Lavoriamo con grande attenzione, consapevolezza e se fino ad ora c’è stata qualche carenza, facciamo in modo di svoltare. Legittimare le vittorie attraverso la prestazione, perché questa è l’unica strada per durare nel tempo”
MAROTTA E CICIRETTI – “Ciciretti è un giocatore forte, ma che negli ultimi anni ha giocato quasi mai: le chance le avranno tutte, io guardo al campo e se avrà voglia di verificarsi dentro e fuori dal campo, le opportunità non gli mancheranno. Marotta è un attaccante che conosce bene e so cosa può dare”
CAMPIONATO – “Ci sono squadre forte, organizzate, dove l’aspetto temperamentale e agonistico, la capacità di difendersi tutti insieme e riproporsi in avanti sono determinanti”
MERCATO – “E’ un po’ presto, io non amo tanto parlare di mercato. A me tocca soltanto stabilire dei criteri. Ci sono dei giocatori che hanno qualità importanti, però le cose bisogna viverle dall’interno. Bisogna avere la capacità di entrare nella pelle dei giocatori, ma loro devono essere permeabili”
FIDUCIA – “I giocatori ti pesano, per cui loro capiscono chi hanno di fronte. Entrare nelle loro teste, nella loro intimità e metterli nelle condizioni di dare il massimo, è determinante”
SUBENTRARE – “E’ la prima volta che mi capita, ma quando ci sono la conoscenza e l’esperienza si può far bene anche in queste condizioni. Abbiamo cominciato un percorso che dovrà avere un crescendo continuo, poi i risultati sono sempre la logica conseguenza dell’atteggiamento e di come ti proponi in allenamento”
CONDIZIONE – “Ho trovato un gruppo ben allenato nel complesso, anche se è chiaro che ci sono singoli che non sono al top della condizione. Dal punto di vista fisico in questo momento c’è uniformità, ma da marzo in poi sarà determinante”
IDEE TATTICHE – “Noi possiamo fare tante cose. L’obiettivo è quello del 6 gennaio e con Talia e Karic le scelte saranno numericamente contati. Il mio dovere è quello di valorizzare le risorse di questo gruppo, non di imporre le mie idee. Sono duttile, elastico, ma si parte da alcuni concetti ben precisi”
SIMONETTI – “Devo imparare a conoscerlo meglio, ma è un giocatore che mi piace. Le sue qualità migliori sono quelle prettamente offensive, propositive. Può fare tante cose, però preferisco mettere i giocatori in campo nella loro posizione migliori per fargli disperdere le qualità”
PROBLEMA DEL GOL – “Ci sono giocatori importanti, è chiaro che fino ad ora non c’è stata grande continuità di rendimento e noi dobbiamo andarne alla ricerca. I gol materialmente li fanno gli attaccanti, ma noi dovremo migliorare tutti nella partecipazione al gioco offensivo, assieme al fatto di mantenere gli equilibri difensivi. Anche nel reparto avanzato ci sono valori importanti e non è facile andare a trovare giocatori migliori di quelli che abbiamo”
CARFORA – “Ai giovani sono sempre stato aperto. Per me conta il campo, poi è chiaro che in momenti come questo è difficile dare spazio, anche per non dar loro troppe responsabilità”
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