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Benevento, la scelta del ds non può più essere rimandata: Vigorito cerca un profilo d’esperienza

Sarà il primo tassello della ripartenza, i candidati sono gli stessi di febbraio ma la retrocessione fa perdere appeal al club

Stagione ancora da finire, ma giochi già fatti. Ai miracoli non crede più nessuno, almeno a quelli sportivi. Mancherà pure il sigillo della matematica, ma ormai sul fatto che il Benevento sarà costretto a ripartire dalla Serie C non ci sono più dubbi. E proprio perché adesso si conosce la categoria in cui militerà la formazione giallorossa nella prossima stagione, è arrivato il momento di riempire quanto prima quel vuoto lasciato dalla separazione consensuale con Pasquale Foggia, avvenuta lo scorso 4 febbraio.

La corsa alla successione del dirigente napoletano, di fatto, non è mai partita, perché il patron Vigorito, pur avendo preso in considerazione qualche candidatura, ha preferito rimanere con l’ufficio vuoto, in attesa appunto che venisse deciso il destino della Strega, evidentemente perché non riteneva fondamentale innestare tale figura nell’organigramma a mercato chiuso (ma un direttore sportivo non si occupa solo delle trattative, ndr).

Ora però non c’è più spazio per i tentennamenti, perché il Benevento ha una difficile operazione di rifondazione da avviare e portare a termine e il primo tassello da cui ripartire non può che essere l’individuazione di un dirigente a cui affidare la direzione sportiva della società. Ovviamente, dando per scontato che il patron giallorosso voglia effettivamente pensare al futuro, dopo la cocente delusione di sabato pomeriggio. Salvo sorprese da questo punto di vista, presto partirà la ricerca di una figura determinante, fondamentale per far sì che le cose funzionino con la giusta efficienza, sia sul campo che nella stanza dei bottoni.

Che poi è esattamente ciò che non ha funzionato in questa stagione disgraziata che a distanza di sette anni riporterà la Strega in terza serie. Un mondo completamente diverso rispetto alla B e anche questo è un aspetto che il presidente Vigorito terrà in considerazione nel processo di scrematura dei candidati a ereditare il ruolo che negli ultimi cinque anni è stato svolto da Pasquale Foggia. Con cui il patron aveva instaurato un legame fraterno, a prova di bufera, che però non ha resistito ai disastri fatti in estate prima e a gennaio poi.

Anche per questo, il numero uno del club di via Santa Colomba potrebbe decidere di fare una scelta diversa rispetto al passato, optando per una figura d’esperienza e non in rampa di lancio come era Foggia nel 2018. Insomma, l’impressione è che dietro la scrivania del club di via Santa Colomba non finirà un direttore sportivo alla sua prima avventura nel calcio professionistico, ma magari un profilo che di calcio ne ha masticato, in particolar modo sul piano dirigenziale. I candidati sono gli stessi di cui si vociferava già a febbraio: da Mauro Meluso a Marco Giannitti, che gode di buone referenze e che non avrebbe problemi a ripartire dalla Serie C, mentre per altri la categoria potrebbe essere un ostacolo, perché inevitabilmente il ritorno in terza serie farà perdere appeal alla società giallorossa.

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