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Stessi punti e problemi simili per Benevento e Spal: quando il mal comune non è mezzo gaudio

Difficoltà ad andare in gol, maggior numero di ammonizioni, minor numero di vittorie e il crollo sistematico nel secondo tempo

Mal comune, stavolta, non può essere mezzo gaudio. Spesso accomunate dal medesimo destino – si ricorderà la scalata a braccetto dalla Serie C alla Serie A – ultimamente Benevento e Spal si trovano a dover condividere un cammino decisamente gramo e un rendimento avvilente. Il rischio, concreto, è che per entrambe si apra la botola del ritorno in terza serie, visto che a sette giornate dalla fine della stagione regolare, sono chiamate a recuperare cinque punti per potersi almeno giocare ai play out la permanenza in serie cadetta.

Non esattamente il massimo della vita per due squadre che avevano approcciato al campionato in corso con ben altre ambizioni e che si sono fatte risucchiare nelle sabbie mobili della classifica, senza essere capaci di uscirne. Così come più volte accaduto in passato, anche quest’anno Benevento e Spal si trovano ad avere più di un tratto in comune. E non solo perché entrambe hanno cambiato tre allenatori in stagione, affidandosi anche al nome d’effetto del campione del Mondo (Cannavaro i sanniti, De Rossi gli estensi) per provare a invertire la tendenza.

E’ soprattutto per quanto stanno facendo in campo che le due formazioni si somigliano parecchio, cosa per altro evidenziata dai 29 punti conquistati. Ci sono però anche altri dati che lo confermano. Innanzitutto, le difficoltà offensive e la scarsa vena realizzativa degli attaccanti: il Benevento ha chiuso senza segnare 14 delle 31 partite disputate (l’ultimo gol su azione di un attaccante è arrivato esattamente un girone fa), la Spal si è fermata a 11; il miglior marcatore dei giallorossi è un centrocampista (Tello) con cinque, quello degli spallini (Moncini) ne ha sei.

Numeri che ovviamente sono la naturale conseguenza del fatto che Benevento e Spal sono le squadre che hanno vinto meno incontri (sei, come il Brescia) e dell’incapacità di entrambe le squadre di rimontare, dopo lo svantaggio subito. Gli uomini di Oddo sono andati sotto in 17 partite su 31, perdendone 14; stessa storia per l’undici di Stellone che si è trovato in svantaggio in 17 match su 31, riuscendo a non perdere solo in quattro circostanze. Ad aggravare ulteriormente questo aspetto c’è un altro dato: nella gestione del tecnico romano, il Benevento è rimasto in vantaggio solo per 45 minuti su 810, dovendo quasi sempre rincorrere gli avversari nei restanti.

Rendimento deficitario che inevitabilmente si riflette sulla tenuta nervosa del gruppo. Sarà un caso, o forse no, ma Spal e Benevento sono le due squadre che perdono il maggior numero di punti nei secondi di tempi: -9 il saldo negativo degli estensi nel confronto tra prima e seconda frazione; -8 invece quello dei sanniti. Ultimo, ma non ultimo, il dato delle ammonizioni. Lunedì al Vigorito, infatti, si affronteranno le compagini più tartassate dai cartellini gialli: 95 quelle beccate finora, per una media di tre a partita.

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